Calogero
Corrao nasce a S.Agata Militello. Artista audidatta,
inizia la sua esperienza artistica frequentando gli
studi di alcuni pittori del messinese in particolare
del Maestro G. Coci. Nel
1986 a S. Agata Militello espone per la prima volta
in una collettiva, in seguito partecipa a diverse
collettive in tutta la zona dei Nebrodi, ottenendo
sempre vari riconoscimenti, partecipa a tutte le collaterali
della Biennale d'arte di S.Agata di Militello. Nel
1990 viene segnalato al premio "Arte" della
Mondadori. Nel 1991 personale a Castelbuono (ME) e
partecipa al premio internazionale "ASLA"
a Palermo dove ottiene il quarto premio. Nel 1992
secondo posto ex aequo al premio regionale SANTINO
CARBONARO e alla prima edizione della mostra sacra
"ECCE MATER" a Capo d'Orlando (ME). Nel
1996 premio acquisto Comune di Capo d'Orlando e premio
acquisto Proloco Acquedolcese.
Nel
1997 sesto premio all'estemporanea di Rocca di Caprileone,
premio acquisto Comune di Capo d'Orlando e premio
acquisto Comune di Montagnareale.
Nel
2001 mostra personale a Torrenova.
Nel
2002 primo premio estemporanea Castello Bastione di
Capo d'Orlando. Nel 2003 al XXXV premio primavera
ottiene il premio città di Foggia. Nel 2004
primo premio estemporanea Comune di Torranova e primo
premio estemporanea Comune di Rocca di Caprileone.
Nel
2005 personale a Palermo galleria "RUTELLI".
KERMESS
a Montecarlo XXXVII premio primavera vince il premio
provincia di Foggia. Premio acquisto Comune di Acquedolci.
Partecipa alla collettiva "TALENTI DA SALVARE"
di Villa Piccolo di Capo d'Orlando.
Nel
2006 premio acquisto Comune di Capo d'Orlando.
E'
stato anche il promotore delle mostre collettive ed
estermporanee che si sono tenute a Torrenova dal 1993
in poi. Molte sue opere figurano in collezioni pubbliche
e private.
La
pittura di Calogero Corrao nasce per una sorta di
impulso che risponde a determinate sollecitazioni
di ordine psichico ed intellettivo, sollecitazioni
intese come termini e come premesse di conseguenze
poetiche, quasi a volere tracciare un percorso ideativo
e fantastico che per certi aspetti sembra richiamarsi
ad un rilettura surreale.
Dalla
sua pittura viene fuori un inquietante mondo di immagini
in cui l'esplicita figurazione di forme archetipiche
sepolte ed emergenti dall'incoscio pare farsi carico
di una molteplice scala di eventi sensoriali e di
spessore intellettivo. L'occhio di chi osserva l'opera
è come soggiogato da una forza intima, vibrante
ed intensa.
La
stessa lettura interpretativa del mondo pittorico
di Calogero Corrao, al di là del processo di
decodificazione, dà ragione al fondo di quella
percettività che si esalta nel sistema dinamico
che è al fondo stesso dell'esistere, come a
suggerire un percorso, un paesaggio dell'anima in
una operazione in cui l'occhio pare soggiogato dalla
forza della fantasia. I colori svolgono un ruolo prioritario
in una serie di accostamenti che al trattaografico
assicurano l'accensione di tipo espressionistico,
quasi a suggerire e ad evidenziare veri e propri intarsi
di colore timbrico che sembrano aprirsi davvero uno
spazio, un luogo in cui vengono a frizione le forze
dell'idea e della forma, proprio in quei simboli di
cui abbiamo fatto cenno, come echi di un mistero che
appartiene alla fantasia e all'intelligenza.
Giacinta
Patorno |