La Sicilia oggi è povera perché l`oro del sud è finito nelle tasche del nord. Il grande furto si è consumato quando le industrie del nord sono arrivate nel meridione, per portare progresso e sviluppo, e con il miraggio del posto sicuro hanno spinto allevatori e coltivatori ad abbandonare le loro terre preziose per entrare nelle fabbriche. Quando tutto l’oro del sud è finito nelle tasche del nord i siciliani sono stati licenziati dagli industriali e l’Isola é rimasta senza lavoro, senza più le terre coltivate e con molti disoccupati. La sua preziosa Conca d’oro è stata così distrutta e il suo profumo di zagara, che si diffondeva dappertutto portando benessere e ricchezza, è svanito in nome delle industrie.
La storia del grande furto ai danni del Sud è raccontata da Liana D`Angelo nel suo ultimo romanzo dal titolo «L’oro del sud nelle tasche del nord», edito con i tipi delle edizioni «Il mio libro».
L`autrice narra di un ricco imprenditore venuto dal nord che decide di far sorgere proprio nella Conca d`oro una fabbrica che, diceva , avrebbe portato lavoro a tanti siciliani disoccupati. Ma ben presto l`intento si rivela fallimentare e i cancelli della fabbrica vengono chiusi inesorabilmente senza alcuna spiegazione se non quella del fallimento. L`imprenditore con arguzia se ne laverà le mani e come unico, o almeno principale, responsabile sarà individuato il sindaco del paese, costretto a fuggire al nord per scoprire terribili verità che incastreranno l...
Continua >>
|