- Fotoracconto di Drago Calogero

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Fotoracconto di Drago Calogero - Alia Pubblicato il 15/10/2016
   
Per un solo attimo pensò che l`unica cosa viva rimasta, era il grosso albero di limone al centro del grande cortile.
Suor Teresa si tirò dietro le spalle il grosso portone a vetri che serviva da paravento con la convinzione che non lo avrebbe più varcato, scavalcò senza sfiorarla la soglia di basalto del portone principale e si avviò giù per gli scalini verso la vecchia Panda bianca dove ad attenderla c`erano le consorelle che assieme a lei avrebbero intrapreso l`ultimo viaggio di andata verso la nuova destinazione.
Li scese lentamente, appoggiata alla fredda ringhiera in ferro. nove li contò tutti, non l`aveva mai fatto. Li aveva percorsi sempre di fretta presa da mille e mille pensieri, Gli ammalati, i bisognosi, gli anziani, i diseredati, le vedove, i disoccupati, gli emarginati, i bambini, la scuola, l`asilo, le ex allieve, il grest, gli incontri con i genitori, la catechesi settimanale, l`oratorio, i giovani. I giovani, si fermò di scatto e rivolta alla consorella al volante comandò, spegni.
Risalì gli scalini così velocemente come non si ricordava di aver mai fatto, rivarcò la soglia del portone principale e si scaraventò sul grosso campanello bianco. Le sembrò un secolo l`attesa di quel click e quando arrivò, spalancò la porta con tale foga che tutti i ragazzi presenti lungo il corridoio venuti per salutarle si voltarono di scatto e lei repentinamente esclamò e se?. La guardavano e non capivano, allora lei incalzò -E se foste voi a continuare ciò che noi siamo costrette a lasciare? Non si possono buttare via cento anni di presenza nel territorio sarebbe come aver seminato sul selciato. E voi non siete selciato.
Non fù selciato, oltre al grande albero di limone che profuma di zagara, tutto è ritornato vivo tra le mura del vecchio istituto, pianti di neonati, urla di bimbi, bisbigli di mamme, maestre trafilate, papà impacciati, odori di fritti e di pizze appena sfornate, interminabili riunioni per organizzare questo e quell`altro, rappresentazioni teatrali e così come cento anni fà anche gli incontri settimanali.
E ritorna anche lei, ed ogni volta che varca quel portone a vetri rivolge un grosso sorriso a Domenico Savio , a don Bosco e a madre Mazzarello, come per dire che ne pensate? grazie a voi e a Maria Ausiliatrice, sembra sia venuto fuori un buon lavoro.
Certo sarebbe stato più facile soprassedere e al momento opportuno ricordare il tutto con un bell`organizzato memorial, ma la vita e ciò che lei spesso ci propina è una sfida a volte da accettare a volte da lanciare. Come? Io più che un`idea ho lanciato uno stupido e sgrammaticato Post, forse da rifletterci su.. Un caro saluto a tutti.

 


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