L`attesa! il bello del desiderato - Fotoracconto di Drago Calogero

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L`attesa! il bello del desiderato

Fotoracconto di Drago Calogero - Alia Pubblicato il 15/03/2017
   
Cosa alquanto rara il vento di tramontana quel giorno sferzava l`aria rendendola gelida, gli ospiti erano attesi per le dodici. Salvo, "liccu comu a ss˛ pÓ", annuncia: "vado a prendere due morettini". Li per lý, senza farci caso, li avevo associati ai nostri vecchi e cari "bomboloni": un grumo di panna ricoperto con un sottilissimo strato di cioccolata di cui, ricordo, era piena la vetrinetta di la "pagghiarara". Nel tornare a casa con naturalezza li infila nel congelatore, "`nca come - urlo - li bomboloni `nta lu frizzer?" Per tutta risposta mi viene detto che trattasi di gelatini ricoperti di cioccolata. Svavaluciu l`uocchi e chiedo : "a Marzo?". Tutti mi guardano sbigottiti e per tutta risposta: "ma perchŔ a Marzo non si pu˛ mangiare il gelato?" Fino a quel momento non mi ero reso conto come su certi aspetti il mio mondo col passare degli anni si Ŕ letteralmente capovolto.
Era Marzo di non ricordo quanto tempo fa, in quei giorni avevo racimolato qualche decina di lire, frutto del recente compleanno. La domenica mattina, finita la messa, il mio unico pensiero f¨ quello di precipitarmi gi¨ per gli scalini di Sant`Anna saltare il piccolo bastioncino e infilarmi dentro il bar Cortese chiedendo: "un gelato a limone". Lu zi Ninu, svavaluciÓnnu l`uocchi mi rispose: "no gioia ancora unnŔ aura pi li gelati, almeno hai d`aspittari nautru misicieddu, e puru picca mi pari".
Tutto al TEMPO giusto ai TEMPI della mia infanzia. Tutto aveva una collocazione associata alle stagioni, alle feste, agli eventi, al contrario dei tempi nostri dove nulla Ŕ atteso e nulla Ŕ desiderato. Un caro saluto a tutti.

 


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