- Fotoracconto di Drago Calogero

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Fotoracconto di Drago Calogero - Alia Pubblicato il 15/06/2017
Nel piccolo paese tutto era calcolato al millesimo e per quelle comunali, a cui aveva lavorato con chirurgica dovizia, non avrebbe lasciato scampo al suo amico/avversario.
Anche se per un solo voto, questa volta lo avrebbe battuto!
Era la sesta volta che contava le preferenze ricevute e la provenienza delle sezioni e per la sesta volta non riusciva a raccapezzarsi.
"Tri! Nni mancanu tri, e sono i tre ca nun mi ficiru acchianari, e sono mancanti proprio nella sezione dove dovevano essere sicuri".
E ricominciò per la settima volta: "Io e me muggheri, me pà cu me mà e faciemu quattru, me parrina e ssò maritu e siemu a sei" - e così via - ".....li tri di sutta e sunnu trentacincu e li dui infacci e fannu trentasetti".
Non si poteva scappare, i conti erano esatti, allora perché i voti risultavano trentaquattro?
Che ci potesse essere stato un imbroglio era fuori discussione, anche perchè il presidente di sezione era "so cumpari" e le scrutinatrici amiche di vecchia data.
Alla fine, disarmato dall`evidenza non gli restò che costatare ad alta voce: "a parte la sicurezza di lu miu, chiddu di me muggheri, di me pà cu mme mà chiunque mi ha potuto tradire".
La moglie scese al piano di sotto e, con le lacrime agli occhi, riuscì finalmente a mandare giù un gran bicchiere di acqua fresca che la rianimò. Lui, guardandola dall`alto, ebbe tanta compassione e non poté non avere un impeto di rabbia contro se stesso per non averle potuto regalare quella grande soddisfazione che sicuramente tutte le moglie dei neo eletti provano.
Qualche giorno prima, insieme alla sua amica, nonchè moglie dell`avversario politico di suo marito, scafisiannu (frugando) tra le pagine del tablet del giovane figlio, si era imbattuta in un foto-racconto del sito paesano che mostrava delle foto in cui erano ritratte le autorità alle varie processioni, manifestazioni e riunioni cittadine ed ebbe un fremito di paura. Più guardava quelle immagini e più sentiva di dover fare qualcosa. Più guardava quel fazzoletto di solitarie autorità (a parte qualche rara eccezione) accalcarsi dietro il simulacro del santo di turno, su qualche improvvisato palco o tra gli scranni istituzionali, più si rafforzava in lei la convinzione che certe belle soddisfazioni era meglio lasciarle ad altri.
I suoceri, che l`adoravano per il suo sapersi rapportare, captarono il disagio sopraggiunto ed avendo scoperto ciò che la crucciava, convennero (in rigoroso segreto) di dirottare i loro consensi su l`acerrimo avversario. "Accussì `nta un corpu sulu faciemu cuntenti a tia e li to amici".
L`acerrimo avversario non era altro che l`amico di sempre.
Amici nella vita, amici nel lavoro, amici nelle scorribande di fine settimana, amici di famiglia, ma avversari politici. Li aveva separati sempre una manciata di voti che a contarli su una mano restavano dita.
Abitava un isolato più in là, e dalla finestra spalancata della casa a due piani giungevano urla di gioia: "nun capisciu comu potti succediri, ma pi unu, pi un sulu votu ma ci la fici!"
La figura dolce e minuta che vi si affacciò teneva tra le mani i fogli dei risultati dello spoglio appena terminato e due grosse lacrime le inondarono le guance.
Non riusciva a capacitarsi di ciò che era accaduto e tra sè e sè pensò: "eppure io il voto l`ho dato al suo amico e dai calcoli avrebbe dovuto vincere con tre voti di scarto".
Quei pensieri furono interrotti da un altro urlo di giubilo: "e c`è bisuognu di chianciri di cuntintizza? Forza priparami lu vistitu ca mi vaiu a fari lu primu cunsigghiu comunali".
Nel chiudere le ante, il suo sguardo andò alla finestra sprangata dei suoi amici che secondo lei tanto tenevano a quelle consultazioni.
"Vi avrei voluti felici" - disse ad alta voce - "e mi sarei voluta felice" pensò.
Sprangò la vecchia finestra e si avviò verso il grande armadio.
Per lei era iniziata "LA VEDOVANZA POLITICA".
P.S. Colgo l`occasione per complimentarmi con il nuovo sindaco e la nuova giunta comunale. Che possiate fare cose normali con ponderata oculatezza e lealtà. Lasciate profumo e memoria esse sono la porta dell`immortalità. Auguri.

 



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