Gli anni ottanta e i giovani di oggi. - Fotoracconto di Iovino Mario

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Gli anni ottanta e i giovani di oggi.

Fotoracconto di Iovino Mario
   
Parlare dei giovani, è sempre un argomento interessante e coinvolgente, è occasione di accesi dibattiti e di espressione di opinioni positivi o negativi.
La storia ci insegna che, in ogni epoca, i giovani hanno segnato importanti risvolti e tentato di trovare un senso alla propria vita.
Gli anni ottanta, hanno rappresentato per me e credo per quelli della mia stessa generazione, anni molto intensi e momenti davvero indimenticabili.
Ancora oggi, quando ascolto la musica di quegli anni, mi viene la pelle d’oca, suscitando in me un contrasto tra ricordi bellissimi e tanta nostalgia degli stessi.
Allora ci si divertiva attraverso l’inventiva che noi giovani avevamo, ovviamente il calcio era, come lo è anche per i giovani di oggi, il pane quotidiano.
Le differenze tra i giovani di ieri e quelli di oggi sono molte, una tra tutte, è il modo di comunicazione, detto questo, secondo me non si tratta di stabilire chi sono i migliori ma solo di vedere gli aspetti positivi di entrambi per trarne utili insegnamenti.
Personalmente, preferisco comunicare guardando in faccia le persone, con le quali, attraverso lo sguardo, posso farmi un’idea se le stesse che ho davanti siano sincere o meno, rispetto ad una conversazione virtuale, nella quale è difficile capire, senza lo sguardo, con chi realmente sto conversando e se la stessa conversazione possa essere di gradimento a chi sta dall’altra parte del Pc o Tablet.
La società di oggi, rispetto al passato, è fortemente industrializzata, lo sviluppo tecnologico ha raggiunto alti livelli, i mezzi di informazione e comunicazione molto sofisticati sono alla portata di tutti, dai bambini agli anziani, le distanze ed i tempi si sono notevolmente accorciati.
Comunicare oggi è facilissimo, i giovani sono informati su tutto, sulle ultime novità commerciali e questo grazie ai computer, tablet, cellulari. Tutto ciò si riflette notevolmente sui loro comportamenti, oggi curano molto i rapporti sociali, grazie ai social – network, facebook, amano stare tra di loro, seguono con passione la musica, il ballo, lo sport, godono inoltre, di maggiore libertà rispetto al passato.


I genitori e soprattutto i nonni spesso raccontano di aver vissuto la triste esperienza della guerra e il dopoguerra che hanno condizionato la loro esistenza.
Allora non esisteva il progresso e nemmeno i confort che noi tutti abbiamo oggi a disposizione, non vi erano tante occasioni per divertirsi, non esisteva la vita sociale né gli sprechi, ma solo sacrifici ed una vita fatta di stenti e ci si accontentava di poco.
Gli stessi rapporti tra i ragazzi erano meno spontanei, soprattutto tra maschi e femmine che addirittura erano del tutto assenti, un’educazione più rigida, piena di paure, di tabù.
Questi, diventati adulti - vecchi, hanno conservato le caratteristiche della loro generazione ed un bagaglio culturale di esperienze che, anche se vissute in altri tempi, possono essere un insegnamento prezioso per tutti i giovani che non sempre, però riescono ad apprezzare e a farne tesoro.
Sempre più spesso dalla cronaca si apprende di giovani che si rovinano la vita con la droga, con l’alcol o compiendo crimini e violenze, molti non rispettano le regole, né i genitori, né le persone anziane, non ascoltano i buoni consigli, anzi, frequentano amicizie sbagliate che li conducono inesorabilmente alla rovina e in certi casi ancor peggio alla morte.
Oggi, purtroppo, si vive in una società dove prevale l’egoismo, la prevaricazione, la corruzione e la maleducazione che si manifesta con il linguaggio e il comportamento scorretto.
A volte si è portati a non dare la giusta importanza alle cose, alle persone, si giudica e si emargina con molta facilità le stesse, senza comprenderne le conseguenze.
Concludo con una riflessione, invito tutti i giovani a vivere la propria vita con spiccato senso di responsabilità, senza rinunciare a realizzare i propri sogni, cercando di costruire una società migliore, dove possa regnare l’uguaglianza e la lealtà, soprattutto auspico una società fatta di cittadini rispettosi delle regole del vivere civile, del rispetto delle persone e di tutto ciò che ci circonda.

Tratta da : www.ragusaoggi.it
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