Quella fu la sera del battesimo della Vampa - Fotoracconto di Drago Calogero

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Quella fu la sera del battesimo della Vampa

Fotoracconto di Drago Calogero - Alia Pubblicato il 15/01/2018
   
Quella fu la sera del battesimo della Vampa. Franco e Ciano, mi vennero a prendere davanti il portone di Sant`Anna, così per la prima volta saltai la "nascita" nella mia parrocchia.
Salimmo di corsa gli scalini della posta, ci incamminammo lungo le stradine dietro la Matrice e in un baleno fummo nelle vicinanze del Calvario dove ad attenderci c`erano altri ragazzi.
Le disposizioni furono chiare, si doveva racimolare più legna possibile, portarla in un determinato punto e da una certa ora in poi trasferirla il più velocemente possibile in piazza Matrice.
La razzia ebbe inizio. A un certo momento ci trovammo di fronte un signore, posto a difesa della sua proprietà di campagna. Ci redarguì bruscamente e nella consapevolezza che doveva cedere qualcosa, si accordò con i più grandi per qualche fascina, "e già ca cci siti pigghiativi puru ssà porta vecchia" aggiunse, poi avvicinandosi a Franco che conosceva bene la zona gli parlò guardandolo negli occhi: << D`avanti la porta in via " tal dei tali ", c`è della legna, la signora che ci abita è anziana e i figli vivono fuori, se qualcuno gliela ruba, la lascia al freddo per tutto l`inverno e " senza nenti pi famiari lu furnu " >>.
Sistemammo quello che avevamo racimolato dietro un angolo buio e ci incamminammo per verificare se ciò che ci aveva detto il signore rispondeva a verità.
Arrivati, ci trovammo di fronte ad una casetta bassa dove da dietro le imposte semichiuse filtrava una pallida luce che ingrandiva il volto ammantato di qualcuno che ad intervalli si affacciava per controllare le fascine accatastate appena a fianco la porta.
Passammo silenziosi come fantasmi, poi Franco chiamò a se due dei suoi amici più fidati raccomandando di stazionare in zona fino alla raccolta della legna onde evitare che qualche altro gruppo la portasse via.
Quella sera la "vampa" fù enorme, (evidentemente non avevamo consapevolezza di quanto pericolosa potesse diventare) Franco ed alcuni dei suoi amici passarono parte del loro tempo ad "accupari luci" per riempire due sacchetti di carbonella.
Prima di accompagnarmi, se li caricarono sopra le spalle e li andarono a depositare a fianco la porta della casa ad un piano, ormai con le imposte chiuse e la luce spenta. Poi tutti insieme vista l`ora tarda, per non farmi fare la strada da solo, mi accompagnarono "a lu ponti di la za Maria la uccera" .
La "vampa" croce e delizia di una comunità. Ci pensi e ti accorgi che la sua magnificenza non è l`altezza e l`imponenza che può raggiungere, ma i piccoli gesti e i significati che vi si nascondono dietro.
La "vampa" sempre attuale nel creare divisioni di opinioni e di vedute.
La "vampa" che può chiamare a raccolta, aggregare, scaldare cuori, chiarire opinioni, indicare vie da intraprendere e chissà quante altre cose.
La "vampa", anche se piccola e impercettibile, che qualcuno continui ad accenderla, alimentarla e a stazionarci intorno creando eventi e non barricate.
La sera di Natale e non solo.
Un caro saluto a tutti

 


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