- Fotoracconto di Drago Calogero

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Fotoracconto di Drago Calogero - Alia Pubblicato il 16/11/2018
Capisco Enrico, capisco, anche perchè la cerco per postarla ma non la trovo. (accontentati della busta)
La foto era bellissima e mi è venuto spontaneo commentarla e complimentarmi. (gli ho lascito anche un like positivo).
Poche volte a parte quelle che ogni tanto pubblica una persona (non ti dico chi ) mi hanno dato sensazioni così forti e mi hanno fatto volare lontano, facendo svegliare in me momenti di vita vissuta.
Quel fotogramma mi ha fatto virtualmente rincontrare tante e tante persone conosciute e rivivere momenti andati.
Quel giorno, altri come me si sono aggiunti ai complimenti e l`autrice ha voluto lanciare la proposta di collaborazione per qualche scatto fotografico da sottoporre al vaglio di non so chi, per un eventuale inserimento sul calendario cittadino.
Bello! pensai e la mia mente corse subito alla "Zenit es" del 64 con teleobbiettivo da 300 mm.
Sai, Quando vai via e provi a ritornare anche con il pensiero, ti sembra che tutto è rimasto così come lo hai lasciato, poi rifletti un attimo e ti si para d`avanti la nuda realtà. "ma iu chi fotografo? a 300 km di distanza?" Mi sarebbe piaciuto immortalare posti vissuti, ma ancor più volti di amici, parenti, persone conosciute e persone amate, ma come si dice? "ho perso il treno" pertanto se dovessi far mio il motto di Giacomo " una foto che non c`è..., è un ricordo che non c`è..." mi troverei irrimediabilmente appiedato.
Per la verità tale motto non è che lo condivido così tanto, o per meglio dire, il modo come viene messo in atto, perchè noto sempre più spesso che di foto ce ne sono, (anche se a volte orribilmente sfocate) quelli che mancano sono i ricordi e così giù con strafalcioni cognitivi. "strade che non sai dove si trovano, volti ignoti che tutti stentano a identificare e spesso non riescono a riconoscere, luoghi stravolti dalle descrizioni personali al punto da farti chiedere "ma ia unni stetti?" (ma io dove sono vissuto?).
Allora niente Zenit es, ripiego sulla mia Bic e al quadernone a quadretti sottratto ai scarabocchi di Glorietta, per buttare giù ricordi.
lo so, non faranno mai parte di una facciata di calendario, ma poco importa, essi non hanno bisogno di una presenza fisica, perchè sarà la mente a volare per andarli a trovare, in quanto, non voglio proporre "storia", ma raccontare storie semplici, per ricordare gente semplice.
Qualcuno provi a identificarli, parlarne e a postarne qualche foto, solo così potranno restare vivi nei ricordi di una comunità forse un poco troppo distratta. (che dici? sono al lumicino? forse si Enrico, ma è il mio unico modo per contribuire a non far sfaldare qualcosa di prezioso. Ne avrei altri, ma mettiamoci una pietra sopra.) Ciao.
Salutissimi a tutti.

 



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