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GRANATA ENZO GRANATA ENZO Pubblicato il 17/02/2011

La memoria del passato,

così come è importante rico

La memoria del passato, così come è importante rico

La memoria del passato, così come è importante ricordare gli eventi drammatici della nostra storia come le foibe o la shoah, è altresì fondamentale far riemergere il vissuto dei nostri avi che a suo tempo furono «costretti» a partecipare alla guerra. Mia madre, quando ero un bambino, mi raccontò di un mio zio che «era andato a fare la guerra», era andato a combattere nel 1941 . Mio zio partì, combattendo accanto ai tedeschi per invadere la lontana Russia. Mussolini volle partecipare a questa assurda prova di forza per dimostrare al suo alleato Hitler che gli italiani erano con lui obbedendo e combattendo in ogni situazione. Dubito che questo fosse il volere di quegli uomini, penso sia stato così anche per mio zio. Ricordo che una sera d`estate mio zio mi raccontò quella sua spedizione e da quel giorno capii veramente cosa fosse la guerra: combattere un nemico che non vedi, che non capisci... migliaia di chilometri lontano da casa, la fame, il freddo e i cadaveri. Morti e accatastati, fratelli e amici con cui hai diviso parte della tua giovane età. Egli mi disse anche che, per sfuggire alle pallottole delle mitraglie, si finse morto, ricoprendo il suo corpo con alcuni cadaveri, rimanendo lì ad aspettare in mezzo alla neve che la battaglia finisse. Ritornò a casa come tanti altri, anzi come pochi, percorrendo la via del ritorno a piedi, senza quei piedi che gli furono amputati poichè congelati. Credo che altri tra noi abbiamo avuto qualcuno, uno zio, un parente o un padre da cui abbiamo sentito raccontare qualcosa del genere. Anche questa è una buona occasione per ricordare qualcuno o qualcosa, per condividere il dramma assurdo della guerra, affinchè tutto quello che sia successo, non si ripeta di nuovo... Mio zio si chiamava Lorenzo.

Alia - Viste 492 - Commenti 0