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COMUNITÀ ECCLESIALE DI ALIA COMUNITÀ ECCLESIALE DI ALIA Pubblicato il 05/07/2013
UOMINI, MEZZI UOMINI, OMINICCHI E QUAQUARAQUA’

UOMINI, MEZZI UOMINI, OMINICCHI E QUAQUARAQUA’

E’ veramente sconcertante come individui che non hanno nemmeno il coraggio di presentarsi con il vero nome, diffamino senza mezzi termini e con un livore inusuale e quanto meno sproporzionato, una persona che ha avuto solo il torto di essere stato trasferito legittimamente nel paese che gli ha dato i natali, per intraprendere un cammino, teso alla unificazione delle due comunità ecclesiali esistenti, come sua Ecc.za il Vescovo, che ne ha motivato la dipartita da Cefalù, ha voluto. Un sacerdote di grande esperienza al servizio degli aliesi, venuto per estirpare contrasti più o meno velati, tensioni, campanilismi che hanno fatto di Alia una “piazza difficile”. Non è una novità che in diocesi si è sempre parlato della “questione aliese” in modo negativo. Il signor Carbone, che evidentemente sembra un profondo conoscitore delle vicende aliesi, come mai non ha manifestato in passato il suo sdegno e la sua ira per coloro che si sono prodigati ad alimentare solo divisioni e contrasti? Come mai dà fastidio un sacerdote che si interessa di confraternite e apre loro il cuore, che invita i fedeli ad avere comportamenti irreprensibili, più consoni a un cristiano, a pregare nelle processioni, ed essere veri ed autentici testimoni della fede in Cristo? Forse perché si sente defraudato di qualche privilegio acquisito nel passato, esercitato come forma di potere e non come spirito di servizio? Non lo sappiamo, perché non conosciamo il sig. Carbone. Ma il sig. Carbone crede di conoscere bene “le comunità” di Alia, come lui stesso afferma. Strano per un non aliese!

Qui si vuole impedire ad una persona, prima che sacerdote, uomo, di privarsi di rapporti umani, di amicizie, costruite in tanti anni di permanenza a Cefalù. Si vuole limitarne la libertà e mortificarne l’esistenza. Una persona che ha nel suo intimo la certezza a credere nell’uomo, nei rapporti di affettuosi e sinceri di amicizia, che non possono cessare, perché consolidati nel tempo, e non si esauriscono con l’allontanamento fisico. I giudizi espressi vergognosamente da questo individuo, con molta leggerezza, con falsità, privi di qualsiasi fondamento di verità sulla “gente di Cefalù” umiliano e offendono la gente di Alia che ha innato invece il senso dell’accoglienza e dell’ospitalità. Chiediamo scusa agli amici di Cefalù, per questo increscioso episodio, che ribadiamo non appartiene al tessuto sano di Alia, ma soltanto a menti malate e distorte che sicuramente non riescono a realizzarsi nella società civile. La comunità ecclesiale di Alia non conosceva queste persone, ma ha imparato a volere loro bene, perché sono come noi, perché non vengono a “comandare”, ma a manifestare, con la loro presenza, che non è “soffocante”, fatta anche di sacrifici, il loro affetto e la loro gratitudine a colui che per tanti anni è stato un punto di riferimento. Tutte le comunità della diocesi sono state interessate ai trasferimenti dei parroci, e l’affetto che lega le comunità con i sacerdoti che sono andati via è comune a tutti. Ciò significa che i sacerdoti hanno operato bene. Che Padre Mormino ha operato bene. Egli non “umilia” gli aliesi quando accoglie gli amici di Cefalù, che per tanti anni hanno convissuto con lui esperienze pastorali forti, al contrario li arricchisce contribuendo ad accrescere e instaurare nuove relazioni umane e sociali.

Quello che colpisce in questo individuo, è il disprezzo e il fastidio con cui proferisce le parole, cariche di odio, piene di volgarità che ne tracciano una personalità inquieta, priva di senso etico e di buon gusto. Nessuno si può arrogare il diritto di decidere per gli altri e di rappresentarli.

Il Vescovo con la sua presenza non ha messo in imbarazzo nessuno, e tanto meno padre Mormino, che lo ha accolto con serenità e disponibilità. Chi era presente, ha assistito a una grande celebrazione eucaristica, in un clima di gioia, partecipazione e distensione. E’ stato un autentico trionfo della fede e devozione degli aliesi verso la Madonna delle Grazie. Le sensazioni descritte in quell’ignobile atto di vigliaccheria non sono state quelle della folla che gremiva il Santuario. Il viscido ha visto cose diverse dalla realtà perché sapeva, forse! Il Vescovo, con la sua venuta, non ha fatto altro che esercitare una sua prerogativa. Ogni qualvolta vorrà venire ad Alia, anche senza preavviso, sarà accolto con gli onori e il rispetto che sono dovuti al Pastore della diocesi. Pochi sanno che Sua Eccellenza, già era stato in precedenza ad Alia, senza preannunciare ai parroci del tempo la sua venuta. Per cui ciò che è accaduto probabilmente è un fatto normale. La presenza dell’Arcivescovo Bommarito era stata sollecitata e voluta dai fedeli durante la sua venuta ad Alia in occasione della presentazione della serva di Dio Elisa Giambelluca da Isnello e quindi non c’è stata nessuna sorpresa. Chi era presente a S. Anna quel giorno, ricorda bene la disponibilità e la gioia mostrata dall’Arcivescovo Bommarito ad essere presente il 2 luglio per la festa patronale. I fedeli, allora, sono rimasti entusiasti dalla sua carica di umanità e dalla sua semplicità nell’esprimere contenuti forti e toccanti.

Sicuramente questo fantomatico sig. Carbone da  Palermo, interessato profondamente alle vicende ecclesiali di Alia più degli aliesi stessi, sta vivendo male questa fase storica di profondo cambiamento e rinnovamento delle coscienze di Alia. Ha interessi da difendere? Ha interessi perché permanga questo stato di fatto, che non si attui il progetto del Vescovo? Che si identifichi, che metta una sua foto e non si limiti a commentare le foto degli altri, così possiamo vedere chi è l’autore di questa schifezza.

Mons. Mormino è un’autorità della Chiesa, che esige e merita rispetto, non soltanto per il ruolo che riveste, ma soprattutto per il fatto di essere uomo di princìpi e di valori forti. Non è con questa macchina del fango, architettata a dovere, che si fa il bene di una comunità che inizia ad assaporare una nuova identità spirituale. Le critiche costruttive si fanno a quattr’occhi: è meschino pugnalare alle spalle e poi nascondere il coltello. Atto di pura vigliaccheria! La scelta del Vescovo di inviare ad Alia padre Mormino a qualcuno non è piaciuta, come non sta piacendo il piano pastorale unitario che finalmente ha avviato. Questo increscioso episodio ci permette, finalmente, di ringraziare Sua Eccellenza, e lo diciamo con un pizzico di egoismo, per averci mandato un uomo di grande spessore morale, un pastore trascinatore di fedeli, che sicuramente farà della comunità aliese un modello per tutta la diocesi.

DAL CONSIGLIO PASTORALE E DAL GRUPPO LITURGICO
Ignazio Albergamo, Salvatore Castello, Valeria Conoscenti, Massimo Cortina, Enzo Di Carlo, Giovanni Di Carlo, Paolo Di Piazza, Vincenzo Drago, Daniela Gucciardino, Rosalia Iannaci, Adriana Iovino, Rosalia Iovino, Salvatore Marchiafava, Pietro Nasca, Giuseppina Panepinto, Giuseppe Scandaliato, Rita Todaro, Massimo Tripi, Salvatore Ventimiglia

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