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IT ALIA REDAZIONE IT ALIA REDAZIONE Pubblicato il 29/09/2017

Ciro Chimento: Ridere, senza non potrei vivere

FONTE : siciliaonpress.com
di Giuseppe Maurizio Piscopo

Ciro Chimento fa parte del noto gruppo di cabaret “I Petrolini” che nasce a  Palermo e fa la sua prima apparizione televisiva e nello stesso anno partecipando al primo trofeo “Trinacria D’oro” organizzato da TGS Tele Giornale di Sicilia, classificandosi al primo posto. Partecipa a diverse edizioni del “Cantamare” ed approda come unico gruppo siciliano al “Festival nazionale del cabaret “Ridi a ponente” di Bordighera classificandosi al quarto posto, davanti ad una giuria composta fra gli altri da: Antonio Ricci, Beppe Recchia ed Enrico Beruschi. Inaugura il “Cafè chantant” (ristorantino al decimo piano sui tetti di  Palermo) con vista sul Teatro Massimo e mette in scena”: Hai guai” e “Si lavora e si fatica” per… Ha lavorato con molti grandi Artisti: Giacomo Civiletti, Bibi Bianca, Gigi Burruano, nel cinema con Ficarra e Picone nel film: il7 e l’8 e nel film: “Vento di Sicilia” con Steven Bauer… E’ stato in America nel 1988 per i festeggiamenti del decennale quotidiano “America Oggi”. E’ stato in tour in Francia, Germania e Belgio. Nel 2001 ha ricevuto il Premio Nazionale “Franco Franchi” per la sezione Cabaret e nel 2011 il Premio Liolà con il gruppo “I Petrolini”. Ciro Chimento è un simpatico personaggio molto popolare in Sicilia, tutti conosciamo le espressioni della sua faccia. E’ un attore, un cabarettista, un comico raffinato che mette allegria e voglia di vivere. Stare in Teatro con lui significa non andare più dal medico di famiglia. Con le sue battute cessano tutti i malanni. Sentiremo a lungo parlare di Ciro Chimento, dei Petrolini e dei suoi spettacoli e della sua grande arte di far ridere per dimenticare le meschinità della vita…
Quando nasce la tua passione per la comicità?
Nasce con me il 3 aprile di qualche anno fa.
Fin da piccolo, prima in famiglia e poi a scuola, ricordo che le maestre ci chiedevano di recitare le poesie, di cantare o raccontare storielle divertenti in classe. Un mio compagno, convinto di possedere particolari doti, cantava le canzoni di Gianni Morandi. Io avevo il ruolo di presentatore e intrattenitore. Piccolo dettaglio: eravamo due bambini timidissimi, mentre io parlavo, lui si nascondeva dietro di me e io facevo la stessa cosa appena lui iniziava a cantare. La paura di sbagliare veniva superata dal piacere di mettersi in gioco davanti ai compagni.
Cosa occorre per far ridere gli altri, quali sono gli ingredienti dell’umorismo?
Un pubblico ben disposto e un comico in serata si.
Per fare ridere occorre un buon testo, i tempi comici e la faccia che, in maniera immediata, con una smorfia o un sorriso agevola il raggiungimento dell’obiettivo. Infatti, i comici, meno sono belli e più fanno ridere. Io ne so qualcosa, perché ho dovuto faticare parecchio per dimostrare che, oltre alla bellezza, di cui tutti si possono accorgere a primo sguardo…sono anche bravo…(tu che stai ridendo, dovresti vedere com’ero da giovane).
Come eri da bambino, quali ricordi conservi di Alia tuo paese natio, del Maestro, del tuo primo giorno di scuola, dei compagni, dell’atmosfera di allora?
Da bambino ero completamente diverso da come sono ora. Avevo tanti capelli ero altissimo con gli occhi azzurri…
Alia è il mio paese di nascita, al quale mi legano ricordi indimenticabili. Anni vissuti nella più grande spensieratezza, a ridere, a giocare in strada con un pallone e a cercare il primo amore, con una ragazzina che non aveva proprio occhi per me.
Io e la mia generazione, siamo quelli che hanno inventato il virtuale. Noi ci vantavamo di essere fidanzati (ziti) ma, in genere la lei non ne sapeva nulla …
Il primo giorno di scuola lo ricordo con grande piacere, noi tutti davanti al cancello ad aspettare che ci chiamassero per scoprire i compagni di classe. A quel tempo non esistevano le classi miste, eravamo solo ragazzi, questo trauma per fortuna dopo anni io sono riuscito a superarlo. Infatti, alle superiori, la presenza femminile era di gran lunga maggiore rispetto a quella maschile, il che ti avvantaggiava non di poco.
Mi ricordo benissimo il Maestro della scuola elementare, anche il suo cognome. Si chiamava…niente non me lo ricordo. La sua era una presenza autorevole, ma amica; mi meravigliava sempre: aveva sempre le risposte a tutte le nostre domande.
L’atmosfera di allora era quella di uno dei tanti paesi di provincia, dove l’organizzazione di vita era la più tradizionale possibile. Mio papà lavorava e mia madre si occupava della famiglia e della casa. Ero già allora ricco… di fantasia, stavo seduto ore e ore a parlare a sognare ad occhi aperti e fantasticare sul futuro.
Che cos’è per te il Teatro?
Quel posto che quando arrivi lì vicino non trovi mai un parcheggio.
Difficile rispondere, sicuramente un luogo di cultura, dove si può viaggiare tra finzione e realtà che si mescolano per rappresentare momenti di vita vissuta. Bisognerebbe investire di più sulla cultura e quindi sul teatro.
Quando nascono i Petrolini?
Dopo nove mesi dal concepimento.
I Petrolini nascono a  Palermo nel 1985, il compianto amico Peppe Contino voleva formare un trio di cabaret con Roberto Mannino. Dal 2016, dopo i Beatles, i One Direction e i Pooh… è toccato anche a noi. Il trio è diventato duo, anzi 2.0 Ciro Chimento e Giancarlo Aguglia. La storia continua.
A  Palermo, allora, non esistevano scuole, la mia formazione è frutto di quanto appreso osservando grandi maestri come: Luigi Maria Burruano, Giovanni Nanfa, Giacomo Civiletti, Gino Carista, Bibi Bianca, I Cavernicoli, Renzino Barbera. Successivamente, mi è stato molto utile frequentare i Laboratori: Zelig di Catania, Carovana Stramba di  PalermoSicilia Cabaret Convento –  Palermo.
Perché questo nome?
Gli altri erano tutti già presi.
Abbiamo voluto rendere un omaggio ad uno dei massimi esponenti del varietà, della rivista e dell’avanspettacolo: Ettore Petrolini (1884 – 1936), grande artista di origine romana conosciuto ai più, grazie ad attori come Mario Scaccia, Nino Manfredi e Gigi Proietti, che lo hanno rappresentato sia in TV e in teatro facendomi scoprire la sua arte nel far ridere.
Quanti spettacoli avete fatto e qual è il luogo più lontano dove siete stati?
Non posso rispondere con precisione, sicuramente tra … e … più o meno.
Abbiamo avuto la fortuna di fare tanti spettacoli sia in Sicilia che in altre regioni d’Italia. Siamo stati anche all’estero, in Francia, Germania, Belgio e in America (New York), esperienze meravigliose.
Quando reciti in siciliano, cosa provi dentro di te?
Mi complimento spesso con me stesso per come parlo bene il siciliano.
Oggi come oggi, se non conosci le lingue non hai dove andare. Io parlo siciliano e italiano quasi correttamente, scrivo in inglese e leggo il francese.
Recito in siciliano perché il dialetto mi trasmette il piacere dell’appartenenza e il gusto della tradizione. Il dialetto produce dei suoni piacevoli da ascoltare. Ho visto gente ridere e commuoversi per l’uso di un termine o di un’espressione dialettale ormai in disuso.
Hai recitato nei grandi Teatri italiani, nelle piazze, nei cabaret, in Tv… Che ricordo hai di queste esperienze?
Ho recitato alla Scala di Milano, (al sottoscala), al Politeama di  Palermo, al Massimo…al Massimo… una sera…, l’indomani mi licenziavano.
Teatro, Tv e cinema sono esperienze molto diverse tra loro. Il teatro o la piazza ti danno la possibilità di vedere e sentire, cosa arriva al pubblico nello stesso momento in cui lo fai.
La Tv e il cinema, ed oggi anche il web, permettono di raggiungere un pubblico più numeroso.
Mi sento fortunato perché ho tanti bei ricordi legati ad esperienze vissute in teatro. Mi è capitato di recitare in un piccolo teatro (Bradamante) e l’indomani andare in scena con lo stesso spettacolo (Saponata di e con Giacomo Civiletti) al Teatro Biondo di  Palermo. Altra esperienza indimenticabile di qualche anno fa è quella fatta al Teatro Jolly di  Palermo (Cose da pazzi) a fianco di Giovanni Nanfa per la regia di Antonio Pandolfo.
Non ultimo l’emozione di esibirsi in anfiteatri posti in siti di interesse archeologico.
Mi ricordo la prima volta in Tv in una trasmissione che si chiamava “Più meglio della Rai” che andava in onda su CTS, “La vittoria del “Festival del cabaret Trinacria D’Oro” in onda su TGS e le molteplici partecipazioni alla trasmissione “Insieme” su Antenna Sicilia condotta per tanti anni da Salvo La Rosa, oggi presentata da Cristiano Di Stefano. E poi, i momenti di allegria e qualche dispiacere vissuti per il  Palermo nelle trasmissioni sportive in onda su TRM e TGS.
Puoi commentare questa frase espressa dal grande attore catanese Miko Magistro: “Il Teatro si può fare anche con un solo attore e con una sola sedia”?
A volte si può fare teatro anche senza sedia, dipende da cosa si sta rappresentando.
Va bene il teatro essenziale, ma assistere ad uno spettacolo con una bella scenografia, delle luci e dei bei costumi è un vero piacere che si completa con un’ottima compagnia e un bravo attore/attrice e una buona recitazione.
Nel mese di aprile di quest’anno ho letto un articolo di uno spettacolo teatrale andato in scena senza nemmeno uno spettatore. Erano presenti solo il tecnico delle luci e la cassiera. L’attore è andato in scena senza saltare una battuta, dimostrando il suo grande amore, la sua passione e il rispetto sacro per il teatro.
Hai mai fatto del Cinema?
Ho avuto il piacere di lavorare con due grandi artisti siciliani Ficarra&Picone nel film il 7 e l’8 (facevo il barista). Non dimenticherò mai le emozioni del set e la grande meraviglia di vedere, per la prima volta, al cinema, sul grande schermo, la mia faccia e il mio nome scritto nei titoli di coda. Mi capita spesso di incontrare qualcuno che mi ricorda il dialogo nel film con Salvo Ficarra.
Ho partecipato anche al film Vento di Sicilia di Carlo Fusco, film di tutt’altro genere, che mi ha permesso di recitare accanto al grande Luigi Maria Burruano (per me un vero mito) e Mario Pupella.
Quanto tempo dedichi allo studio, alla preparazione di uno spettacolo, sei tu l’Autore dei testi?
Il tempo dedicato allo studio non si può quantificare. La comicità, come tutto, si trasforma ogni giorno in maniera veloce, grazie soprattutto all’avvento della rete ed ai veloci mutamenti della società. Una volta con uno spettacolo ci facevi più stagioni, ora non è più così. Oggi mentre sei in scena c’è qualcuno che ti riprende e diffonde in tempo reale quello che stai facendo.
Io sono autore dei pezzi che rappresento, alla scrittura collabora anche il Maestro Giancarlo Aguglia e non solo per la parte musicale sempre presente nei nostri spettacoli. Lui suona così bene la chitarra, che mi da’ la possibilità di strimpellare il mandolino (strumento tramandato da mio padre) senza che la gente si accorga che io non sappia suonare.
Com’è il tuo rapporto con il denaro nella società in cui viviamo?
Io ritengo di avere un buon rapporto con il denaro e il denaro che non ha un buon rapporto con me. Non si lega, anzi mi abbandona subito. Se dovessi fare quello che faccio per denaro, avrei già smesso. Per fortuna ci sono cose più importanti del denaro, sono quelli i veri valori della vita.
La bellezza salverà il mondo?
La bellezza può certamente aiutare a salvare il mondo e chi lo ha detto, non è certo un “idiota”. La bellezza è il frutto di creatività, di un lavoro laborioso paziente amorevole, che riesce a battere il tempo e rimanere integra. Dovremmo “ogni tanto” fermarci a guardare le bellezze naturali che ci circondano, sicuramente ciò ci renderebbe tutti migliori.
Di che cosa hai veramente paura?
Che mi ricrescano i capelli, mi guardo allo specchio e non mi riconosco e di diventare vecchio e non accorgermene.
Io ho tante paure, ma non quella di volare, di ingrassare, degli insetti, degli spazi chiusi, ecc…Ho paura di quello che succede nel mondo, di chi non ha rispetto per gli altri, per le loro idee, per la natura e per gli animali. Di chi mette al primo posto il denaro e il guadagno lucrando sulle sofferenze altrui. Ho paura di questa brutta gente.
Qual è la città nella quale vorresti recitare?
Non ho in mente una città in particolare ma un luogo dove già sono stato con uno spettacolo di cabaret tanti anni fa. Il sito archeologico delle Grotte della Gurfa di Alia. Posto magico, unico (che vi consiglio di visitare) dove spero, quanto prima, di poter tornare con un testo teatrale che ho già in mente.
Secondo te le donne siciliane sono prepotenti?
Potrei rispondere di sì, ma mia moglie legge sempre le mie interviste…
La maggior parte delle donne siciliane non sono prepotenti, non avrebbero motivo per esserlo. Non sopportano solo l’idea che è nato prima l’uomo e poi la donna. Nonostante questo, sono democratiche e rispettose delle opinioni altrui, bravissime a farci credere che, la nostra parola sia determinante sulle scelte da compiere, quando, invece, loro hanno già deciso anche per te…
Realmente, penso che siano meravigliose creature, capaci di mettere da parte loro stesse, le loro ambizioni, per il bene della famiglia.
Qual è il maggiore difetto dei siciliani?
Alcuni siciliani credono di sapere fare tutto meglio degli altri, di essere sempre dalla parte della ragione e di non avere mai torto e che si possa vivere senza rispettare le regole.
Alcuni, vedono solo quello che vogliono vedere, che di solito non va mai oltre la punta del loro naso. Non accettano consigli e non amano il dialogo. Non hanno capito che il mondo esisteva prima di loro e continuerà ad esistere anche fra 150 anni, quando non ci saranno più.
Ed il maggiore pregio?
Al contrario dei luoghi comuni, ci sono tanti siciliani laboriosi, ingegnosi e generosi. Gente che ha costruito veri e propri imperi dal nulla, con la sola forza del proprio lavoro. La ben nota generosità dei siciliani riempie il cuore di gioia. In Sicilia non sei mai solo, se hai bisogno, puoi sempre contare su qualcuno.
Un ex giocatore del  Palermo raccontava in una intervista che quando abitava a  Palermo se aveva bisogno di qualcosa ed era costretto ad andava a bussare al vicino, lui oltre a dargli quello di cui aveva necessità, lo invitava a prendere il caffè e se voleva rimanere gli offriva pure il pranzo. Detto da lui, che ha girato il mondo, non capita ovunque.
Quali sono i tuoi progetti e quelli dei Petrolini per il futuro?
Stiamo completando la scrittura del nuovo spettacolo che porteremo nei teatri siciliani questo inverno e poi nelle piazze la prossima estate “World Tour 2018”.
Il 7 ottobre p.v. saremo a Caltanissetta al Teatro Rosso di San Secondo per lo spettacolo educazionale “Pillole per il cuore note per la mente”. A dicembre ricomincia “Insieme” su Antenna Sicilia, la trasmissione televisiva più amata dai siciliani ed alla quale partecipiamo dal 1998.
28 settembre 2017
FONTE : siciliaonpress.com
di Giuseppe Maurizio Piscopo

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