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IOVINO MARIO IOVINO MARIO Pubblicato il 14/03/2018
FUTURO

FUTURO

Mi capita spesso di riflettere come potrebbe essere il futuro, mi viene in mente un cartone animato dei Jetson, nel quale le pillole ai gusti vari, sostituiscono i pasti e robot accudiscono in tutto e per tutto le persone, le quali, non fanno neanche lo sforzo di camminare, poiché la loro casa è piena di tapis-roulant che li portano da una stanza all’altra. Questa idea di futuro, non mi alletta più di tanto, anche perché, pensandoci, se davvero le macchine ci impedissero ogni sforzo, ho paura che, oltre ai muscoli, si atrofizzerebbe anche il cervello. In realtà, credo che il futuro non possa essere molto diverso dal presente. A livello dei comfort della vita quotidiana, penso che ci stiamo avvicinando a un plateau, oltre al quale è impensabile andare, anche per non prosciugare definitivamente tutte le risorse energetiche di questo e di altri pianeti. Una semplice considerazione mi convince ulteriormente di ciò. Quando negli ultimi decenni del novecento si pensava al 2000, o meglio all’anno “ZERO”, eravamo convinti che ci sarebbero stati cambiamenti straordinari, nello stile di vita e nella società. Ebbene, adesso, noi la soglia del nuovo millennio l’abbiamo passata da tempo, e questi grandi cambiamenti non si sono realizzati più di tanto. Chissà che faccia farebbe un uomo morto negli anni sessanta, vedendo come gli uomini del 2000 sono sostanzialmente uguali a lui, se si accorgesse che vanno di moda le canottiere invece delle tute lucide e attillate, magari ritornerebbe nella tomba, amareggiato dalla delusione. I maghi, si avvicendano alla televisione, promettendoci di conoscere il nostro futuro, ma, sono proprio convinto che loro pensino solo al proprio futuro, procurandosi guadagni alle spalle degli ingenui che li consultano. Credo, invece, che il futuro dipenda molto da come ognuno se lo procuri, vivendo bene o male il presente. Per questo, visto che non si sta facendo il meglio possibile, ho più timori che speranze per il futuro dei giovani e dell’umanità in generale. Per natura sono un tipo ottimista, ma se da una parte, tale ottimismo mi permette di vedere un futuro migliore (considerato che il fondo si è già toccato) dall’altra emerge il pessimismo, infatti vedo l’umanità ancora preda del terrorismo e delle guerre, perché sono convinto che il male è dentro l’uomo e non sarà affatto facile estirparlo. Anzi, l’uomo dotato di mezzi sempre più avanzati a livello di chimica e di genetica, potrebbe concepire sogni di eliminazione di razze ostili e creazione in provetta di una umanità a sua immagine. In conclusione, sarebbe meglio pensare al presente, vivendolo intensamente in tutte le sue parti, nella gioia, nel dolore, nella felicità e nella tristezza, piuttosto che fissare lo sguardo al futuro, senza che nessuno di noi saprà quello che lo stesso ci riserverà. Mario IOVINO

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