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MUSEO ETNOANTROPOLOGICO DI ALIA
a cura di MICELI Silvia di Alia  

 

     Si trova in via San Giuseppe nei due piani della casa "Pittà" restaurata dal comune di Alia.
Il museo accoglie oggetti provenienti dalla collezione privata del prof. Rosario Di Vitale, che spinto dalla passione per le tradizioni popolari ha svolto un lavoro di ricerca e raccolta di testimonianze della cultura agro-pastorale di Alia.
L'intera collezione, per testamento del prof. Di Vitale, è passata agli eredi, con manifesto desiderio dello stesso di renderla fruibile al pubblico. Nel 1996 l'amministrazione comunale, nell'ambito di un progetto rivolto al recupero dell'identità storico-culturale del popolo aliese, ha stipulato un contratto d'affitto della collezione "Di Vitale" allo scopo di realizzarne un museo, archivio di memorie, e ulteriore meta di un itinerario turistico per la valorizzazione del territorio.
I lavori d'allestimento sono stati curati dal d.ssa Rita Cedrini, dell'Istituto di Antropologia Culturale di Palermo, con l'intervento di studiosi di diverse discipline.
Il museo espone attrezzi e utensili in uso nei secoli scorsi, necessari alla lavorazione del ferro, del grano, alla cura del bestiame, alle creazioni artigianali, alla produzione dei prodotti caseari, provenienti dalle piccole aziende agricole del luogo.
La collezione è stata divisa in quattro sezioni.

 
Al primo piano troviamo la prima
sezione che riunisce arnesi
utilizzati dai pastori per
la produzione e trasformazione del latte: sgabelli, pentoloni, tavolieri, fiscelle,mestoli, zubbi,…
 
   
La seconda sezione è dedicata alla
lavorazione del ferro: vi sono esposti
lavori in ferro battuto, chiavi, toppe,
martelli, incudini, e sono stati ricreati
l'antico angolo di lavoro del fabbro e
quello del maniscalco.

 
   
Al secondo piano troviamo le altre due sezioni.
Una conserva attrezzi utili per la lavorazione del
grano: gioghi, aratri, seminatrici, zappe, falci,
setacci, oltre a misure per liquidi e solidi.
Gli oggetti sono stati ordinati secondo le varie
fasi di utilizzazione, dalla preparazione dei
campi, alla raccolta del grano, fino alla
produzione del pane.


Arnesi per la tessitura, sistemi di riscaldamento e di illuminazione, vasellame, brocche, arbitri,
ceste, anfore di varie dimensioni, ed indumenti da lavoro originali, occupano l'ultima sezione.
Oggetti e utensili adoperati quotidianamente all'interno delle abitazioni contadine, che oltre
al valore strumentale si caricavano spesso di un valore simbolico.
Ogni anno il museo è meta di numerosi visitatori con prevalenza di gruppi scolastici, in quanto esso costituisce una preziosa testimonianza della cultura contadina siciliana.

 

MICELI Silvia di Alia

Nella foto in alto MICELI Silvia di Alia, studentessa universitaria, l'autrice di questo approfondimento sul MUSEO ETNOANTROPOLOGICO di Alia.

COME ARRIVARE ad Alia

Da Palermo e da Agrigento:
Scorrimento Veloce PA-AG,
uscita bivio Manganaro per
S. S. 121 PA-CT.

Da Catania:
Autostrada CT-PA, uscita Tre
Monzelli, direzione Caltavuturo,
bivio Mandragiumenta - Alia
.

Da Messina e Cefalù:
S. S. 113, bivio Cerda, direzione
Montemaggiore - Alia
.

Ferrovia:
Linea PA-AG, PA-CT, PA-SR,
Stazione Roccapalumba - Alia.

PER INFORMAZIONI

 

E' possibile effettuare visite guidate rivolgendosi a:
Comune di Alia
Ufficio Turistico, tel. 091/8210913.


Orari di apertura:
Lun-Sab 9.00 - 13.00, 15.30 - 18.30


Dom. 10.00 - 14.00, 15.30 - 18.30


Biglietto di ingresso:

Euro 2,00

 

 


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