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ALIA, SOSPESO IL SERVIZIO DI SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI, E’ EMERGENZA AMBIENTALE

Notizia Sicilia del 21/08/2008

Bevaio del Bosco, Agosto 2008

Ormai da diverse settimane ad Alia non esiste più o quantomeno è stato sospeso il servizio di smaltimento dei rifiuti speciali che fino a qualche tempo fa venivano raccolti nell’isola ecologica di contrada Bordone e poi prelevati da un’apposita ditta che dava inizio al lungo iter culminante nello smaltimento. Ma da quando la gestione è stata affidata al Coinres, questo importantissimo servizio è stato “smaltito”. Imminente il disagio di tanti cittadini che, di fronte all’esigenza di dovere sostituire elettrodomestici obsoleti hanno subito avvertito il problema del “dove” consegnare le vecchie carcasse. Da parecchie settimane infatti giacciono a fianco dei cassonetti della nettezza urbana rifiuti di ogni genere e tipo : oltre alle carcasse in preda alla ruggine di frigoriferi, lavatrici e bombole vuote di gas, cerchioni di automobili, reti per materassi, batterie altamente inquinanti, ecc…Insomma di tutto e di più. Tutte le zone adiacenti ai punti di raccolta della nettezza urbana si sono trasformate in vere e proprie discariche, ricettacolo di qualsiasi tipo di rifiuti. E il contrasto con le bellezze naturalistiche dei nostri luoghi si fa stridente. Diverse sono le “vetrine dell’usato” del distretto aliese: in località Liste-Lavatore, nella zona adiacente allo storico Bevaio del Bosco, sulla strada che da quest’ultimo sale verso la Montagna, sulla SP 7 in contrada Bosco ed ancora sulla SS 121 a pochi metri dal centro abitato di Alia. E’ ormai un’emergenza ambientale che richiede quanto prima una vasta operazione di bonifica. Ma i casi summenzionati purtroppo non sono gli unici nel territorio aliese e non sono neanche una novità degli ultimi anni. Di certo però la sospensione di questo servizio essenziale ha ampliato palesemente il fenomeno, non incentivando affatto i cittadini a collaborare con le istituzioni comunali nello smaltimento di questo particolare tipo di rifiuti ed incoraggiando tipi di smaltimento più o meno leciti. Evidentemente la bufera politica dei mesi scorsi accompagnata da un forte deficit economico hanno spinto chi di competenza a tagliare alcune spese. Ma è di certo ingiustificabile e poco responsabile nei confronti dell’ambiente prima e di tutti i contribuenti poi, che ancora una volta pagano l’alto costo delle scelte sbagliate fatte nelle sedi politiche. Ma ad infervorare particolarmente i cittadini sono le bollette salate fatturate in questi mesi a fronte di un servizio che è ancora parecchio lontano dai livelli della sufficienza. Una nota davvero stonata dunque in una società che tanto sta investendo anche a livello nazionale sulla sensibilizzazione della cittadinanza in materia ambientale. E’ intuibile come il passo da questo tipo di disservizi allo stoccaggio abusivo in siti di smaltimento non legali sia molto breve e spesso consequenziale. Il fenomeno ha da tempo suscitato l’attenzione del nucleo dei Carabinieri che si occupa della tutela del patrimonio ambientale sulle Madonie, che in una nota parla di un fenomeno in crescita con conseguenze deleterie anche sul piano della contaminazione, dato l’alto tasso di tossicità dei rifiuti in questione. Evidenziando anche l’inefficienza delle Ato che dovrebbero gestire il servizio. Tuttavia la politica,oggi, sembra sempre più interessata a fare assunzioni, rinnovare contratti piuttosto che scommettere sulla qualità e sull’efficienza dei servizi erogati ai cittadini. Continuando ad ingolfare così un sistema prossimo al collasso di cui il Coinres ne è l’emblema. Come fa, ci chiediamo in tanti, un Consorzio a fare nuove assunzioni dal momento che è sprovvisto dei fondi utili a garantire i servizi essenziali ? Interrogativo cui la ragion di stato preferisce non rispondere.


Marco Guccione

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