Alia, ancora roghi,per la maggior parte di origine dolosa Notizia Sicilia del 26/08/2007 |
 Alia: Un operaio al lavoro |
Ancora roghi, per la maggior parte di origine dolosa. Anche l'entroterra fa i conti con i danni di una stagione calda e infuocata. A cui si aggiungono anche le azioni insensate dei piromani. Le ultime quarantotto ore sono state intense per gli uomini del Corpo forestale operanti nel Palermitano. Ad Alia due incendi sono scoppiati quasi contemporaneamente venerdì notte nelle contrade «Montagna», «Tredenari», «Cancelli» e «Gurfa». Per domarli ci sono volute otto ore di incessante lavoro da parte delle due squadre del servizio antincendio boschivo «Roxiura» di Alia e Sclafani Bagni. In fumo complessivamente circa sessanta ettari fra incolto, boschivo e piccoli arbusti. Sul posto sono intervenuti anche i vigili urbani e i carabinieri della stazione del paese, i pompieri volontari di Villafrati e gli uomini del Comune. Ma già nel corso dello stesso pomeriggio le squadre antincendio, guidate da Mario Chimento, comandante del distaccamento del Corpo forestale di Montemaggiore Belsito, sono dovute intervenire per spegnere altri roghi nelle campagne di Montemaggiore Belsito. In tre giorni nella zona sono scoppiati cinque incendi. Prese di mira soprattutto le contrade «Favara» e «Viscardo», quest'ultima andata completamente distrutta in 40 ore. Salvate dalle fiamme due aziende zootecniche. «Da alcuni giorni in questa zona scoppiano roghi che, con ogni probabilità, sono di natura dolosa - spiega il commissario Chimento -. Le fiamme sono state appiccate sempre sul ciglio di arterie viarie trafficate e di strade rurali di facile accessibilità, nelle ore più calde della giornata e quasi certamente con l'utilizzo di inneschi volanti a tempo». Venerdì l'ultimo caso, lungo la provinciale 7, alle porte di Montemaggiore. Il tempestivo intervento degli centocinquantunisti del Sab «Roxiura» ha evito il peggio. «Se i ragazzi fossero arrivati due minuti più tardi le fiamme avrebbero divorato buona parte della riserva naturale e orientata di "Bosco Granza" e "Bosco della Favara" - confessa il comandante Chimento -. Abbiamo rinvenuto più focolai distanti pochi metri uno dall'altro». Subito è scattata la caccia al piromane. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione montemaggiorese e i vigili urbani. I militari dell'Arma hanno diramato le ricerche facendo attivare anche alcuni posti di controllo in tutta la zona. Ma l'esito è stato negativo. Si intensificano, intanto, i servizi di pattugliamento della zona attivati in sinergia tra carabinieri e Corpo forestale. Da metà giugno ad oggi nel triangolo compreso fra Cerda, Valledolmo e Sclafani Bagni sono scoppiati 15 incendi che hanno mandato in fumo circa 300 ettari di terreno. Di questi 70 erano macchia mediterranea e 50 boscato. Il resto lotti destinati a pascoli, ginestreti, seminativi e incolti. |