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Alia, in appello pena ridotta all’ex sindaco.

Notizia Sicilia del 03/03/2004

Ha preferito concordare una riduzione di pena, da quattro anni ad un anno e dieci mesi: l’ex sindaco di Alia, Gaetano D’Andrea, ex del Pci e dei Ds, poi passato a <>, era imputato di abuso d’ufficio, falso e calunnia; secondo l’accusa, fece togliere, per una sorta di ripicca politica, un contributo ad un compaesano, che utilizzava denaro pubblico per curarsi all’estero da una gravissima malattia.
D’Andrea ha preferito chiudere la vicenda accettando una pena inferiore a quella che gli era stata inflitta dal tribunale di Termini Imerese. La decisione è stata ratificata il 25/02/04 dalla Corte d’appello, che ha ritenuto <> l’accordo intervenuto fra il pg e gli avvocati Nino Calca e Enzo Fragalà. Ai familiari, costituiti parte civile, con l’assistenza dell’avvocato Francesco Caratozzolo, è stata confermata una provvisionale di 75 mila euro.
Vittima di questa vicenda fu l’ex consigliere comunale dei Ds Antonino Lo Bue, morto nel 1999. Negli ultimi anni della sua vita, Lo Bue aveva ottenuto un contributo dal Comune per affrontare cure e viaggi molto costosi. Nel momento in cui, però, la sua strada politica si divise da quella del sindaco, secondo l’accusa, D’Andrea revocò la sovvenzione e poi invitò la Regione, l’Ausl e la Corte dei Conti, a provvedere al recupero delle somme erogate a Lo Bue per le spese mediche, sostenendo che l’ammalato avesse dichiarato falsamente di non poter affrontare le spese per le cure.
D’Andrea aveva sostenuto, dopo la sentenza del tribunale, di aver fatto il proprio dovere per << garantire i livelli minimi di legalità >>. << Mi sorprende – ha detto la vedova di Lo Bue, Francesca Albergamo – la decisione di D’Andrea di concordare la pena, dato che egli aveva sempre sostenuto che sarebbe ricorso con coraggio e determinazione a tutti i gradi di giudizio, convinto come era della propria innocenza. Io e i miei ragazzi manifestiamo ancora una volta la gioia soprattutto per la incontestabile verità ristabilita e cioè che l’accusa di truffatore dello Stato che D’Andrea aveva voluto attribuire a mio marito era una calunnia. Oggi per noi giustizia è finalmente fatta ed è un bel giorno>>.
Articolo tratto dal giornale di Sicilia del 26/02/04 pagina 20 (Provincia Palermo) scritto da CR.G.

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