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Alia:Arrestato e processato per direttissima

Notizia Sicilia del 07/10/2008

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ALIA. (az) Arrestato, processato per direttissima e condannato ad un anno e sei mesi, pena sospesa. Serata
decisamente negativa per Antonino Diliberto, 33 anni, bracciante agricolo, originario di Campofelice di Fitalia ma residente ad Alia.
Sabato sera pare abbia alzato un po’ troppo il gomito perdendo il lume della ragione. Uno stato psicofisico precario sfociato in una rissa furibonda che ha coinvolto carabinieri e vigili urbani impegnati in servizio di ordine pubblico e
vigilanza durante la manifestazione «Sicilialleva» in corso di svolgimento in via Garibaldi. Con ogni probabilità Diliberto si era avvicinato al banco della degustazione di carne bovina soffermandosi, poi, oltre il dovuto in quello del vino. Quando i militari dell’Arma sono stato chiamati per intervenire, il
trentatreenne si trovava all’angolo fra la via Garibaldi e della Pace. Il suo stato psicofisico era visibilmente provato dall’alcool. Alla vista dei carabinieri, poi, ha perso il controllo. Sono volati, calci, pugni, ingiurie e minacce. «Sbirri di merda, voi e la vostra razza - avrebbe detto Diliberto rivolgendosi agli uomini in divisa -. Vi ammazzo tutti». Inutili, in un primo
momento, i tentativi di calmare il giovane che non ha voluto fornire le proprie generalità. Poi ha sfogato la sua ira danneggiando con calci e pugni anche alcune autovetture parcheggiate nella zona. Una volta immobilizzato, è stato
ammanettato e perquisito. Addosso i carabinieri gli hanno rinvenuto un coltello di genere vietato lungo complessivamente 15 centimetri. Mentre veniva condotto
dapprima negli uffici della caserma cittadina e dopo in quelli della Compagnia di Lercara Friddi per le attività tecniche del foto-segnalamento, Diliberto ha continuato a proferire frasi ingiuriose e minacciose nei confronti dei militari dell’Arma.
Nella stessa notte è stato trasferito e rinchiuso in una cella del carcere dei «Cavallacci» di Termini Imerese. Ieri mattina è stata celebrata l’udienza con il rito per direttissima. Il giudice lo ha condannato per i reati di porto abusivo di coltello, danneggiamento, resistenza e violenza a pubblico
ufficiale, ubriachezza molesta e rifiuto a fornire le proprie generalità.
Antonello Zimbardo

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