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Alia: Il figlio del giudice Borsellino incontra gli studenti della scuola di Alia

Notizia Sicilia del 16/12/2009

i partecipanti


ALIA. “Il lavoro va chiesto alle istituzioni e non al capo quartiere. Così indeboliremo la mafia e il suo illegale sistema di potere”. Parola di Manfredi Borsellino, vice questore aggiunto e dirigente del commissariato della Polizia
di Stato di Cefalù. Il figlio del giudice Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992, ha incontrato ieri mattina gli alunni del comprensivo “Orestano” di Alia e una rappresentanza di studenti del locale istituto tecnico
commerciale nel corso della manifestazione “Spezziamo le catene”, organizzata dall’istituzione scolastica aliese nell’ambito delle iniziative progettuali di educazione alla legalità.
“Negli anni, la mafia è diventata forte a causa delle
richieste avanzate dai cittadini che non hanno creduto nello Stato – ha detto Manfredi -. Ogni nostro piccolo gesto quotidiano deve essere, quindi, intriso di legalità ed ottimismo che ci consente di andare avanti e lavorare guardando sempre al futuro”. Il riflesso degli insegnamenti del padre Paolo è tutto nelle risposte alle numerose domande rivoltegli dagli studenti. “Mio padre era una persona generosa ed ottimista - ha ricordato -; mi ricordava sempre di intraprendere la professione che più amavo. Per questo ho scelto liberamente di intraprendere la carriera militare perché credo negli ideali di giustizia che hanno ispirato la vita di mio padre”. E alla domanda: “Se le interessava la politica?” Borsellino ha seccamente affermato: “E’ un mondo che non mi
appartiene e che tengo lontano”.
Sulle orme degli insegnamenti dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, una certezza deve guidare i giovani di oggi: la mafia si sconfigge con atteggiamenti e comportamenti di vita quotidiana all’insegna dei valori e degli ideali di vita. “Valori e ideali di vita che tutti abbiamo dentro, quasi sempre nascosti - ha detto il dirigente scolastico dell’istituto superiore “Picone” di Lercara Friddi, Giuseppa Milazzo, rivolgendosi agli alunni -. La scuola ha il compito di farveli
scoprire”. “Le stragi di mafia hanno rotto il muro d’omertà dei siciliani onesti – ha dichiarato il preside del comprensivo di Alia, Rosario Gucciardino . Le vite dei giudici Falcone e Borsellino sono servite a risvegliare le coscienze di tutti. A noi il dovere di non farle assopire”.
Quella della legalità è una tappa obbligata del percorso educativo-didattico dell’istituto comprensivo aliese. Da tre anni sono numerose le iniziative promosse per sensibilizzare i giovani ai temi della giustizia e del diritto. «Ho giurato a me stessa che se fossi diventata insegnante avrei inculcato ai miei alunni i valori testimoniati dal sangue dei giudici Falcone e Borsellino – confessa Enza Impellitteri, da anni docente
referente del progetto legalità al comprensivo “Orestano”». E così è stato. Nel 2007 ha portato fra i banchi di scuola la testimonianza di una commerciante di Caccamo vittima di un’estorsione. L’anno seguente una manifestazione per ricordare Mico Geraci e un’altra denominata “Stop ai bulli”. A maggio di quest’ anno un convegno sui minori dal tema “Violenza e famiglia: risorse familiari e sociali” e la manifestazione “Omaggio a Antonio Montinaro”. E’ dello scorsoanno, infine, il 1° raduno territoriale della legalità. (*AZ*)





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