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Alia: Atto intimidatorio, due escavatori sono stati dati alle fiamme

Notizia Sicilia del 07/05/2008

L'escavatore dato alle fiamme


ALIA. (*az*) Ridotti in fumo in un sol colpo. Due escavatori sono stati dati alle fiamme in zona isolata di contrada Montagna procurando danni per complessivi 60 mila euro. Chiara, per i carabinieri della Compagnia di Lercara Friddi che indagano sull'accaduto, la matrice dolosa dell'evento.
Il doppio rogo si è consumato fra le 16 di sabato e le 12,40 di domenica, ora in cui R.S.C., panificatore trentaseienne di Alia e proprietario di uno dei due mezzi andati in fumo, si era recato nel suo podere per meglio delimitare la linea di confine del suo terreno dopo che l'altro escavatore aveva eseguito alcuni interventi nei pressi della limitrofa strada interpoderale. L'altro mezzo pesante ridotto in cenere, intestato a S.M., 33 anni, titolare della omonima ditta di movimento terra di Montemaggiore Belsito, lavorava con contratto di «nolo a freddo» per conto della ditta «Lem» di Eboli. L'impresa salernitana è impegnata a realizzare, su commissione di Enel Sicilia, trenta piattaforme dove dovranno essere posati altrettanti tralicci dell'alta tensione e che costituiranno la linea aerea di collegamento tra Alia e lo scalo ferroviario di Montemaggiore Belsito su cui viaggerà l'energia elettrica derivante dal parco eolico esistente nella zona. Una centrale, per la cui realizzazione, sono stati previsti un milione e cento mila euro.
Le indagini sono dirette dal Nucleo radiomobile dei carabinieri della Compagnia lercarese. Gli inquirenti sono certi della matrice dolosa dell'evento. Fra le possibili motivazioni quella di punire un sub-appalto «non autorizzato dalle famiglie locali». Dagli accertamenti è emerso che i due escavatori, distanti l'uno dall'altro una ottantina di metri, sono della medesima marca di costruzione, anche se il modello è differente. Non è escluso, pertanto, che i malviventi, per evitare di sbagliare destinatario, hanno deciso di appiccare le fiamme ad ambedue i mezzi. Un'altra ipotesi investigativa potrebbe essere quella che i malfattori abbiano pensato che i due mezzi fossero dello stesso proprietario. Fra le ipotesi, appare chiaro invece un indizio. Fra i due escavatori andati in fumo era parcheggiato anche un muletto, con tanto di targa identificativa della ditta proprietaria, rimasto praticamente intatto.
In queste ore i carabinieri hanno interrogato i proprietari dei mezzi, i responsabili delle ditte appaltatrici e gli operai che lavorano nel cantiere. Il tentativo è quello di capire se qualcuno abbia ricevuto minacce o «pressioni» per un appalto ultramilionario che farebbe gola a tanti.
Antonello Zimbardo


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