Caltavuturo:2° CONCORSO NAZIONALE DESIGN DELL’ARTIGIANATO Notizia Sicilia del 10/09/2008 |
 I partecipanti |
CALTAVUTURO. Idee che ora iniziano a prendere corpo, progetti creativi che chiedono di passare dalla carta alla realtà, di essere tramutati in prodotti veri, reali, tangibili. «Mielì» e «Sintesi» sono i nomi dei prototipi che, ognuno per la sua categoria, hanno più di tutti convinto la commissione giudicatrice del 2° concorso nazionale del design dell’artigianato, indetto dal Comune soprattutto con lo scopo di promuovere le potenzialità produttive del settore artigianale locale. Domenica nei locali dei Magazzini culturali si è svolta la cerimonia di proclamazione e assegnazione dei premi. Al concorso hanno aderito ventinove designer provenienti da ogni parte d’Italia. Due le categorie in gara: «food design» e «merchandising museale» in cui si sono distinte su tutte rispettivamente l’architetto Barbara Indorante di Termini Imerese e la coppia composta dalle archeologhe Livia Trigona e Chiara Lorenzini della «Olim..archeologia e beni culturali snc» di Foligno. Le due proposte progettuali sono state ritenute valide soprattutto perché rispettano il criterio della economicità di realizzazione, tale da agevolare la relativa produzione e commercializzazione. Ma anche perché utilizzano, richiamano e valorizzano prodotti e materiali di pregio esistenti sul territorio. Apprezzato il progetto «Mielì». L’idea da realizzare e immettere sul mercato è quella di una capsula contenente una dose di miele adeguata a dolcificare una bevanda calda, rivestita da un involucro di gelatina alimentare aromatizzata ai gusti di mandorla, nocciola, pistacchio, arancia, pesca ed amarena che, sciogliendosi, rilascia il contenuto di miele, fornendo nel contempo l’aroma corrispondente. Per la categoria «merchandising museale», invece, ha riscosso successo «Sintesi». La proposta delle due giovani archeologhe è costituita da una collana a girocollo riposta dentro un astuccio in legno di faggio. Il ciondolo, realizzato con la tecnica del pizzo macramé, reinterpreta un particolare della phiale aurea: l’ape e la ghianda. I due vincitori sono stati premiati con un assegno pro capite di tremila euro. È luminoso lo sguardo di Barbara Indorante, ideatrice di «Mielì». È orgogliosa del suo prodotto, venuto fuori quasi per caso, ma pensato con sapiente intelligenza. «Il miele in capsula rimanda al principio delle perle da bagno - commenta soddisfatta -. Il packaging si ispira al blister farmaceutico pur mantenendo la morfologia dell’alveare e adoperando materiali sostenibili sul piano ambientale quali il cartoncino come contenitore e la membrana trasparente come protezione-espositiva del prodotto». C’è professionalità, creatività ed esperienza in «Sintesi», la creatura di Livia Trigona e Chiara Lorenzini, nata dal connubio «amore-passione» per l’archeologia. «“Sintesi” riassume, per l’appunto, nella forma e nei materiali scelti la complessità storica e naturalistica del territorio - spiegano -. Il modello della “phiale mesomphalos” d’oro e le locali abilità artigiane quali quelle della lavorazione del legno, del metallo e dei ricami, in particolare del macramé, sono stati gli elementi ispiratori del nostro progetto». Progetti che il presidente della giuria, il professor Michele Argentino del dipartimento di Design della facoltà di Architettura dell’università di Palermo, ha definito «vicini alle esigenze locali e della modernità». «Il nostro tessuto artigianale ha una forte e collaudata tradizione riguardante soprattutto la lavorazione del ferro, del legno e della pietra – afferma il sindaco Domenico Giannopolo -. Una tradizione che ha bisogno di essere alimentata e modernizzata». «In questo senso – dichiara l’assessore comunale alle Attività produttive, Giuseppe Quolantoni - il concorso ci consente di immettere ed inoculare nel sistema arterioso dell’artigianato locale alcune sostanze di qualità, quali sono le idee proposte dai designer partecipanti, e che lo renderanno di certo competitivo ed altamente professionalizzante». Ecco i nomi dei titolari dei progetti segnalati dalla commissione giudicatrice. Per la categoria «food design» pergamene e riconoscimenti sono stati consegnati agli artisti Daniela Coppolino (Trabia), Matteo Pini (Forlì), Davide Conti (Chiavari), Antonio Saporito (Sesto Fiorentino), Pietro Monteleone (Caltavuturo), Giuseppe Marino, Vincenzo Ciuffo e Nicolò Marino (Corleone), Luigi Macaluso, Claudio Sola, Marco Scelfo, Ettore Oddo, Giovanni Morreale e Vittorio Battista Catania (Palermo). Per la categoria «merchandesign museale», invece, premi e menzioni sono andati a Micol Balconi (Altavilla Milicia), Mariangela Iovino (Palermo), Giulia Urso (Erice), Fabio Patanè, Giusi Stagnitta, Alfio e Santo Cicala, (Giarre).
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