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Caltavuturo: Continua l'emergenza idrica

Notizia Sicilia del 09/03/2009

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CALTAVUTURO. (*az*) Hanno chiesto un incontro urgente con il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, e con quello della Provincia, Giovanni Avanti, i sindaci e i consigli comunali di Caltavuturo, Polizzi Generosa, Scillato e Sclafani Bagni riunitisi ieri mattina per fare insieme il punto sull’emergenza idrica e sulla grave situazione della viabilità, eventi causati dalle pesanti intemperie di questi ultimi mesi.
«Al governatore Lombardo chiederemo di farsi carico della dichiarazione dello stato di calamità - afferma il sindaco di Caltavuturo, Domenico Giannopolo - al quale dovrà seguire anche quella d’emergenza in riferimento alla frana che ha dilaniato l’acquedotto, provocato ingenti danni alle aziende agricole e zootecniche del territorio e che è arrivata fin nell’alveo del fiume Imera, minacciando la sicurezza dell’autostrada Palermo-Catania». A ciò si aggiunge anche il rischio di infangamento della «traversa» di Scillato, il piccolo lago ricadente nel territorio della città delle arance dove è in funzione un potabilizzatore dell’Amap che fornisce acqua al capoluogo siciliano. «La città di Palermo non pensi di dormire sonni tranquilli – allerta il sindaco Giannopolo -. Il movimento franoso è ancora in movimento e l’enorme quantità di fango, se dovesse raggiungere la traversa, potrebbe inficiare il normale funzionamento dell’impianto». E mentre le quattro municipalità madonite sollecitano la Provincia ad intervenire urgentemente sulle arterie viarie pesantemente compromesse, i Comuni di Caltavuturo e Scillato chiederanno al governo regionale appositi finanziamenti per far fronte all’emergenza idrica.
Mai come in questo momento, i caltavuturesi stanno apprezzando il valore e la preziosità dell’acqua, bene comune da tutelare. E il tutto si pone paradossalmente in sintonia con la battaglia a più fronti intrapresa in questi anni dal Comune, promotore di una protesta che mira ad interrompere il processo già avviato della privatizzazione della gestione del servizio idrico. Un nuovo e significativo atto amministrativo è stato compiuto dal consiglio comunale che, il 23 febbraio, ignaro del verificarsi della devastante frana, ha modificare all’unanimità lo statuto comunale, integrando due articoli. «Il Comune riconosce nell’acqua e nell’aria il valore di bene comune insostituibile per la vita e, pertanto, non assimilabile a valore economico commerciale – si legge nel testo -. Vanno salvaguardati e sottratti a logiche speculative di tipo economico nonchè ai rischi sempre più incombenti di inquinamento e alterazione della risorsa. La proprietà e la gestione della risorsa idrica deve essere pubblica e di tipo partecipativo da parte della comunità – ha deliberato il consiglio comunale -. L’uso e la proprietà delle reti devono essere pubbliche e di competenza del Comune che garantisce, sulla base della raccomandazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, ad ogni cittadino residente e per le utenze domestiche una dotazione giornaliera gratuita di 50 litri per abitante». Antonello Zimbardo


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