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Caltavuturo: Rinviati a giudizio tre medici dell'Ospedale San Raffaele Giglio di Cefalù

Notizia Sicilia del 22/11/2008

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CALTAVUTURO. (az) Due anni di perizie e consulenze, studiate accuratamente e nei minimi dettagli. Poi la decisione del Giudice per le indagini preliminari di Termini Imerese, Stanislao Saeli, di rinviare a giudizio tre medici dell’
ospedale San Raffaele Giglio di Cefalù. Sulla morte di Tommaso Muscarella, 60 anni, morto il 7 luglio 2006, dovranno rispondere di omicidio colposo i chirurghi Ennio La Rocca e Salvatore Curcio, rispettivamente direttore e
responsabile del reparto di Medicina interna, e Dario Sbordone, assistente e guardia di reparto.
Secondo il Gip della Procura termitana, durante i sei
giorni in cui il collaboratore scolastico caltavuturese rimase ricoverato nel nosocomio della cittadina normanna, i sanitari che lo presero in cura «avrebbero peccato di negligenza, imperizia ed imprudenza provocando il decesso
del paziente – si legge nel provvedimento -, omettendo di intraprendere le dovute terapie per contrastare l’evolversi della sua patologia, in particolare
non valutando adeguatamente e correttamente le condizioni cliniche del paziente, che era affetto da un ascesso peritonsillare, ed i risultati delle indagini strumentali indicanti il peggiorare del suo stato di salute». Esami eseguiti da altri due medici esterni alla struttura sanitaria cefaludese per il
quali il Gip termitano ha disposto l’archiviazione. Si tratta dei sanitari Massimo Viola e Sergio Damiani, rispettivamente consulenti di medicina generale ed otorinolaringoiatra, entrambi in servizio all’Ausl 6. Il dibattimento si
celebrerà dinanzi ai giudici del tribunale di Cefalù il 3 febbraio.
«Ci preme sottolineare - rileva Domenico Messana, responsabile dell'area ricoveri della direzione sanitaria dell’ospedale cefaludese - di non ritenere che ci siano
delle responsabilità dei nostri sanitari che si sono fatti doverosamente carico di assistere e curare una persona. Attendiamo fiduciosi l’operato della magistratura». Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Caltavuturo, amico
dello scomparso: «Mi auguro che si faccia piena verità su questa amara vicenda – afferma Domenico Giannopolo -. Sarebbe triste dovere assistere a decessi di persone per cause banali in presidi ospedalieri dove sono stati investiti
centinaia di migliaia di euro, come nel caso del San Raffaele Giglio di Cefalù». Antonello Zimbardo

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