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Caltavuturo.Comune contro ATO rifiuti

Notizia Sicilia del 25/10/2008

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CALTAVUTURO. In tempi di ristrettezza economica riuscire a risparmiare 150 mila euro in tre anni non è cosa di poco conto. Ci è riuscito il Comune di Caltavuturo che si opposto al pagamento di un versamento economico per ricapitalizzazione dell’Ama (Alte Madonie Ambiente), la società che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nei tredici Comuni delle Madonie, dopo una battaglia giudiziaria durata 11 mesi e conclusasi nei giorni scorsi dinanzi al Cga regionale.
La vicenda risale, infatti, al novembre 2007 quando la Spa, con sede a Castellana Sicula, ha chiesto l’intervento economico dei soci per risanare il proprio bilancio caratterizzato da debiti derivanti da una gestione fino ad allora non positiva. Il deficit societario ammontava a circa un milione e quattrocento mila euro. E così per rilanciare la sua azione di intervento, l’Ama ha riunito attorno ad un tavolo tutti i suoi azionisti chiedendo il pagamento di un contributo economico. Secondo i calcoli, il Comune di Caltavuturo doveva versare nelle casse della Spa madonita 150 mila euro in tre anni. Una decisione non condivisa dalla sola amministrazione comunale guidata dal sindaco Domenico Giannopolo che interpretava come ingiusto il sovra prezzo per il pagamento della quota richiesta.
Fra Ama e Comune si è aperta, quindi, una querelle sfociata, poi, nelle aule giudiziarie. La società d’ambito si è rivolta all’Agenzia regionale per i Rifiuti e le acque chiedendo di intervenire in via sostituiva nei confronti del Comune. Sulla base di una precedente deliberazione interpretativa della legge fondativa degli Ato siciliani, l’Agenzia ha provveduto al commissariamento del Comune madonita intimandogli di disporre all’Ama il pagamento previsto. La deliberazione prevedeva l’erogazione di 50 mila euro per l’anno 2008 e di 100 mila euro nei successivi due. L’ente locale si è opposto dinanzi al Tar Sicilia. Quattro le tesi sostenute dal legale della difesa, l’avvocato Salvatore Cusenza del foro di Palermo. In primo luogo, la giunta regionale non ha poteri per esercitare il commissarimento nei confronti di un Comune, l’Agenzia per le acque e i rifiuti non può avere delegati questi poteri dal governo della Regione e l’Osservatorio per i rifiuti, quale organo tecnico dell’Agenzia, non può disporre il commissariamento di un comune. Infine la materia oggetto dell’intervento riguarda questioni privatistiche nell’ambito di una Spa, qual è l’Ama, che pure prevede nello statuto l’ingresso di privati nel capitale della società e la possibilità di svolgere l’attività di servizio, anche per altre tipologie, nei confronti di terzi nonché degli stessi Comuni. Il Tar Sicilia ha rigettato la richiesta di sospensiva degli atti.
Sulla base dei medesimi argomenti, quindi, il Comune ha proposto appello al Cga per la Regione siciliana che, invece, ha accolto in pieno il ricorso dell’ente locale madonita disponendo la sospensione dei provvedimenti impugnati e stabilendo, altresì, il principio che la materia della controversia, che ha visto contrapposti il Comune di Caltavuturo e l’Ato Rifiuti, non può essere oggetto di commissariamento.
«Con l’opposizione alle modalità e al contenuto del provvedimento di ripianamento dei debiti dell’Ato Rifiuti - dichiara il sindaco Domenico Giannopolo – abbiamo inteso salvaguardare il principio, per noi “sacro”, dell’autonomia del Comune. Inoltre abbiamo voluto evidenziare la profonda distorsione di un sistema, quale quello degli Ato rifiuti, diventato ricettacolo di clientelismo e sperpero delle risorse pubbliche ai danni dei cittadini, senza che vi sia stato alcun miglioramento effettivo di tutto il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Tale giudizio - conclude Giannopolo - prescinde dal riferimento ad una situazione particolare, il solo ATo Pa 6; investe invece un sistema più complessivo che bisogna subito modificare facendo tornare la gestione del servizio ad una maggiore responsabilità e vicinanza al territorio»




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