Cefalù: Assemblea Diocesana Notizia Sicilia del 04/01/2009 |
 I relatori |
CEFALÚ. (*az*) «Bisogna prima di tutto fare esperienza di Cristo per poter poi comunicare Gesù ai giovani». È uno dei più forti spunti di riflessione emersi nel corso dell'affollata assemblea diocesana svoltasi ieri mattina all'hotel Costa Verde. Il tradizionale appuntamento con il «mondo attivo» della diocesi di Cefalù è stato guidato da don Martino Bruno, docente di Sacra Scrittura e lingue antiche all'istituto teologico San Pietro di Viterbo. Dinanzi ad oltre cinquecento convegnisti, l'esperto ha relazionato sul tema «San Paolo: una visione teologica della Chiesa come Comunità». Sulla scia dell'attività missionaria di San Paolo «oggi è necessario presentarsi ai giovani semplicemente con il Vangelo». E se la missione dell'Apostolo delle Genti ruotava attorno al senso e alla vita delle comunità da lui stesse fondate, «oggi, come allora, è nella comunità in cui viviamo ed operiamo che troviamo la forza per vivere in Cristo, per fare esperienza di Lui - ha detto il relatore -. In questo senso la comunità è il luogo del silenzio, spazio ideale per ascoltare la voce di Cristo». Esperto conoscitore del mondo e della cultura ebraica, don Martino Bruno ha sottolineato l'importanza dei concetti di identità culturale ed appartenenza. «Ciò che conta per noi cristiani non è l'identità culturale - ha precisato Don Bruno -,. Cristiani si diventa per scelta e non perchè siamo battezzati. Il battesimo, infatti, è semplicemente l'inizio di un cammino». Diventare cristiani significa, quindi, interpretare la propria esistenza «guardando sempre il volto di Cristo - ha detto l'esperto -. E' Lui l'icona di Dio, è Lui la visibilità del Padre. Per questo noi cristiani ci sentiamo comunità, perchè ci identifichiamo in Cristo e possiamo chiamare Dio "Abbà", cioè Padre». Antonello Zimbardo
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