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E' POLEMICA SULLA "STRADA DELLA MORTE"

Notizia Sicilia del 01/01/2007

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LERCARA FRIDDI. (*az*-*ima*) Dietro il dramma di due famiglie si scatena la polemica. Dal 1995 ad oggi sulla Palermo-Agrigento sono morti almeno cento persone. Ieri al telefono dei lettori Daniele Messina di Palermo ha evidenziato la pericolosità della curva dove sono morti i quattro lercaresi. «In discesa, verso Palermo, occorre una migliore regolazione. Il curvone è irregolare, servono dei calcoli trigonometrici per rettificarlo». Dall’Anas fanno sapere che «dagli anni Ottanta esiste un progetto che tende a trasformare la Pa-Ag da superare strada statale ad autostrada. Un progetto che non ha trovato mai attuazione per mancanza di fondi. Adesso il nostro studio – precisano dell’Anas - è stato rifatto a Roma e il relativo progetto di massima approvato. E’ prevista l’eliminazione della curva di Villafrati e quella del “Mulinazzo” a Bolognetta, facendo diventare il tratto della Pa-Ag fino a Villafrati una vera autostrada».
Sul fronte politico è bagarre. Allenza Nazionale chiede al presidente della Regione Salvatore Cuffaro «di aumentare nella prossima Finanziaria i fondi a disposizione per l'ammodernamento di una rete stradale obsoleta», e l’europarlamentare di Rc Giusto Catania incalza: «Invece di sperperare risorse per il ponte sullo Stretto Cuffaro pensi a mettere in sicurezza le strade dell'isola». Secca la replica del Governatore: «Catania finge di non sapere che il governo regionale ha già messo a disposizione risorse proprie pari a 550 milioni di euro per il miglioramento della Palermo-Agrigento». Il deputato diessino Nino Apprendi auspica che «il governo della Regione collabori con quello nazionale che ha più volte manifestato la volontà di investire in Sicilia per opere infrastrutturali di primaria importanza», mentre il forzista Piero Alongi lancia la proposta di «utilizzare diffusamente per le strade a rischio, come la Palermo-Agrigento, un tipo di asfalto che, attraverso il riciclo di pneumatici fuori uso, garantisca maggiore sicurezza». A.Z. e I.Ma.

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