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Gangi:Costruire tamburi e tamburelli è la sua passione.

Notizia Sicilia del 06/03/2009

Fabrizio Fazio


GANGI. (*AZ*) Costruire tamburi e tamburelli è la sua passione. Suonarli, poi, è una questione di orgoglio personale. Fabrizio Fazio, artigiano ventunenne di Gangi, ha nel sangue l’amore per la musica, nell’agilità delle dite il suo virtuosismo privilegiato.
«La mia passione nasce quando ero ancora piccolo -afferma Fazio -. Mi sono lasciato affascinare dal suono e dalle particolari modalità di costruzione di questi strumenti. Contribuire a mantenere le antiche tradizioni locali, poi, mi riempie di orgoglio e mi stimola per il futuro». Sono essenzialmente tre le fasi della costruzione del tamburello, detto comunemente anche tamorra. «Prima di tutto l’essiccazione - spiega il giovane artigiano -: le pelli di capra, opportunamente scorticate, vengono ricoperte da uno strato di cenere da forno per scongiurare che, in futuro, i vermi possano danneggiarle. Quindi, vengono depilati con l’ausilio di rasoio e forbici da sartoria». L’ultima fase è quella del montaggio. «Il cuoio viene fissato nella carcassa di faggio con chiodini o spilli da legno – prosegue Fazio -. Successivamente, a seconda della misura del tamburello che si vuole realizzare, si creano lungo la circonferenza le asole dove inserire i piattelli di latta. Per ottenere un ottimo suono, queste dovranno essere temperate con un forellino». Solo dopo che le pelli saranno completamente asciutte, lo strumento sarà pronto per essere suonato, divenendo così, assieme al tamburaio, il protagonista principale di feste e momenti di convivialità. Ad ammaliare gli appassionati della musica etnico-popolare saranno le agili e delicate percosse di mano e dita sullo strumento, il cui suono accompagnerà ritmi e melodie anche del tradizionale liscio siciliano. Antonello Zimbardo

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