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Geraci Siculo: Architettura e arte :i capolavori perduti

Notizia Sicilia del 28/08/2008

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GERACI SICULO. (az) Interessanti ipotesi sulle origini del culto di San Bartolomeo, patrono del paese, sono emerse nel corso della conferenza sul tema «Architettura e arte aGeraci:i capolavori perduti» svoltasi nei giorni scorsi su iniziativa del Comune e della parrocchia. Tra le novità scaturite dal
simposio anche una nuova datazione per la cappella palatina, uno scrigno architettonico di epoca federiciana ancora integro e custodito all’interno del castello. Individuati, inoltre, i committenti e gli artisti di numerose opere d’arte, conservate nella chiesa di Santa Maria la Porta. All’incontro sono
ntervenuti il capo di gabinetto dell’assessorato regionale ai Beni culturali, Adele Mormino, il componente dell’ufficio di gabinetto del medesimo assessorato Franco Scancarello, l’architetto Giuseppe Antista e la dottoranda in Storia
dell’Europa mediterranea, Rosaria Li Destri. Antista ha posto l’attenzione sui manufatti architettonici e artistici che, nel tempo, sono stati manomessi o risultano tuttora a rischio, mentre Li Destri ha analizzato il ricco patrimonio
documentario conservato negli archivi parrocchiali ecomunali, necessario per tratteggiare correttamente e su basi scientifiche le complesse vicende storiche e artistiche geracesi, mostrando per la prima volta la bolla di fondazione del monastero benedettino di San Giuliano. «È necessario fare sistema con gli altri paesi madoniti – afferma il sindaco Bartolo Vienna -, per reperire le necessarie risorse finanziarie e soprattutto per attuare una politica comune
per la promozione del patrimonio culturale, che proprio nella diocesi di Cefalù è uno dei più cospicui della Regione». Antonello Zimbardo

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