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INCENDIO DOLOSO A MONTEMAGGIORE NEL MIRINO UN ASSESSORE COMUNALE

Notizia Sicilia del 04/08/2006

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MONTEMAGGIORE BELSITO. (*az*-*fgi*) La notte illuminata dalla luce di un rogo alto ed inevitabilmente visibile. E’ scattato intorno alle 23,30 di mercoledì l’allarme per l’imponente incendio scoppiato all’interno di un podere di proprietà di Cosimo Gullo, assessore comunale con delega alla Sanità, igiene e servizi sociali, medico di famiglia e simpatizzante Udc.
Le fiamme hanno ridotto in cenere circa ottocento balle di fieno ammassate e ricoperte da teloni in aperta campagna, in contrada «Passo Corvo», a ridosso della strada provinciale 7 che collega Montemaggiore Belsito ad Alia. La Procura ha aperto un'inchiesta contro ignoti per incendio doloso. L’enorme postazione di fieno è andato in fumo nel giro di pochi minuti e a nulla è servito l’intervento tempestivo di una squadra del corpo forestale del locale distaccamento. Sul posto anche i carabinieri della stazione cittadina chiamati a coordinare le operazioni di spegnimento e che per tutta la giornata di ieri hanno effettuati sopralluoghi e rilievi sul luogo del raid. I danni, per fortuna limitati, ammontano a poco più di tremila euro. Ma potevano essere più ingenti se le fiamme avessero interessato anche i casolari vicini ubicati proprio all’interno dell’appezzamento di proprietà del noto professionista.
Difficile per gli investigatori rilevare impronte o segni che possano ricondurre ai possibili autori dell’incursione notturna. Tutto è andato bruciato. Sembra che gli unici segni lasciati dai malviventi siano stati rilevati nei pressi della recinzione che è stata scavalcata. Sulla natura dolosa dell’incendio non ci sono dubbi. E’ esclusa l’ipotesi dell’autocombustione, considerato che l’incendio è scoppiato di notte, così come anche un possibile corto circuito in quanto tutta la zona è sprovvista di impianto per la distribuzione dell’energia elettrica. La conferma arriva anche dalla stessa vittima. «E’ proprio così - afferma l’assessore comunale Cosimo Gullo -. Ho riflettuto un bel po’, ma confesso di non riuscire a capire l’origine di questo gesto». I carabinieri della Compagnia di Termini Imerese indagano a tutto campo, ma la vicenda assume tutti i contorni di un chiaro atto intimidatorio legato, con ogni probabilità, alla professione di medico o all’attività politica svolta in seno al palazzo municipale. Dato confermato dagli stessi carabinieri della compagnia di Termini Imerese che coordinano le indagini. «Non credo si possa trattare dell’una o dell’altra ipotesi - dichiara deciso la vittima -. Ci sono cose che in questo momento non riesco ad inquadrare bene. Non escludo che qualcuno abbia voluto dirmi “Fatti da parte” o “Lascia perdere questa cosa”. Penso comunque che bisognerà lavorare anche su altre piste».
Antonello Zimbardo - Francesca Giunta

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