I SICILIANI SI PREPARANO AL VOTO a cura di Marco Guccione Notizia Sicilia del 11/04/2008 |
 DOMENICA E LUNEDI' ALLE URNE |
E’ solo ormai una questione di ore e saremo chiamati, stavolta prima del previsto, alle urne. Domenica e lunedì infatti ci ritroveremo a dovere eleggere un nuovo esecutivo nazionale e regionale nel contempo. Due legislature troncate a metà, la prima da una forte crisi di governo, ampiamente parlamentarizzata e quindi resa nota ai cittadini da una capillare informazione mediatica. La seconda, ahinoi, da una condanna in primo grado per favoreggiamento semplice a Cosa Nostra riguardante l’ormai ex governatore Cuffaro. Due campanelli d’allarme dunque che suonano quasi simultaneamente e che rimettono in discussione l’intero assetto politico italiano e siciliano al tempo stesso. Si spaccano la destra e la sinistra, nasce un centro, si radicalizzano ancor di più le ali estreme dell’una e dell’altra parte. Nascono due grandi partiti moderati, che stando ai sondaggi sembrano essere quelli che contano più consensi, il Pd ed il Pdl. L’uno di centro-sinistra, l’altro di centro-destra. Decolla, oggi più che mai, l’antipolitica capeggiata dal celebre comico Beppe Grillo accolto da piazze gremite in tutte le città d’Italia. Ormai da mesi i media non fanno altro che parlare di campagna elettorale, la maggior parte dei talk shows serali affrontano tematiche di politica, i politici quotidianamente si “apostrofano con parole argute”. Ancora una volta, è la teatralizzazione della politica ad avere maggiore successo, anche economico. Governi deboli, pronti a cadere al primo soffio di vento, mesi che passano, anni e soldi pubblici che si sprecano, ritardi che si accumulano. Ed intanto si continua a parlare e fare spettacolo. Tante chiacchiere, solo chiacchiere. Gli altri paesi europei fanno le riforme, progrediscono, vantano livelli massimi di efficienza burocratica (non tutti !) e l’Italia continua a parlare, a guardare allo specchio i propri difetti, a piangersi addosso. Questa l’Italia degli ultimi anni, l’Italia concussa e corrotta, ma anche “l’Italia che lavora” come scrisse Francesco De Gregori in una sua celebre canzone. Il nostro paese continua a fare una figura ridicola e meschina, di fronte ad un’ Unione Europea che ci vuole sempre più efficienti e competitivi. Gli americani invece sorridono sulle nostre crisi di governo commentando con un “Again ? ” (un’altra volta è caduto il governo dunque ?). L’idea che nulla si possa ancora fare e che “tanto sono tutti uguali” è bene abbandonarla sin da adesso ed andare seriamente alle urne. Ma proprio lì però, nella segretezza del voto è bene che ciascuno responsabilmente affidi quest’ultimo a chi effettivamente se lo merita. A chi col volto e la coscienza pulita decide di far politica per contribuire positivamente allo sviluppo dell’intera società, considerando la politica un’attività nobile così come riteneva il celebre Aristotele. Il filosofo greco vedeva inoltre la politica come un dovere, come un qualcosa che andava fatto perché si doveva fare e di cui qualcuno per forza doveva occuparsi. Ma se andava fatta, aggiungeva ancora Aristotele, andava fatta bene, in maniera impeccabile e quindi rivolta verso il bene di tutti, verso la felicità dei cittadini e non mossa da obiettivi egoistici. Solo in quest’ultimo caso, si potrà parlare di “buon governo” . Parole di estrema saggezza, dal tenore etico-morale altissimo, straordinariamente attuali, nonostante siano passati diversi secoli. Votare dunque è uno dei più importanti doveri civici che ci prescrive la nostra Costituzione, ma bisogna votare bene e responsabilmente. La Sicilia e l’Italia in genere hanno bisogno di cambiare volto ed abbandonare un sistema politico vecchio, clientelare e corrotto. Diamo più spazio ai giovani. Costruiamo oggi il domani. Votiamo bene, domenica e lunedì affidiamo il nostro consenso a gente onesta che si batte per la legalità. Prendiamo le dovute distanze dal malcostume e dal malaffare, diamoci da fare affinché la nostra società ritorni ad apprezzare il piacere dell’onestà !
Marco Guccione
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