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In fiamme la Renault di un emigrante

Notizia Sicilia del 21/08/2004

ALIA. (az) Notti calde d’estate quando l’afa del giorno rende pressoché impossibile chiudere occhio e godersi un riposo sereno, affollato da sogni. Se poi ad ostacolare il sonno notturno ci si mettono anche i malviventi, allora tutto si complica e le ferie agostane si trasformano inevitabilmente in vacanze nervose e stressanti. O, peggio, in un incubo. E’ quel che è capitato ad Antonino Barcellona, 62 anni, residente in Germania, ma domiciliato ad Alia. La notte scorsa, intorno alle 3, ignoti hanno appiccato il fuoco alla sua Renault Espace a bordo della quale era giunto qualche settimana fa assieme alla sua famiglia per trascorrere le ferie estive.

Gli inquirenti non avrebbero dubbi sulla natura dolosa dell’incendio. Lo scenario dove si è consumato l’attentato è sempre lo stesso: il complesso della case popolari, lungo la strada provinciale 7, in questi giorni alla ribalta della cronaca cittadina. L’allarme è scattato intorno alle 3,30 di ieri quando al centralino dei carabinieri della Compagnia di Lercara Friddi è arrivata un telefonata che avvertiva i militari di un’auto in fiamme. Una pattuglia si è recata subito sul posto. Sono stati gli stessi inquilini a prodigarsi per spegnere le fiamme, ma il vano motore della monovolume è andato in fumo. Il tempestivo intervento dei proprietari è stato comunque provvidenziale ed ha evitato che tutta la macchina andasse completamente distrutta.

Una volta domate le fiamme sono affiorate evidenti le macchie nere sull’asfalto e sotto l’autovettura che non hanno lasciato dubbi agli investigatori sull’intenzionalità dei malviventi. Sembra infatti che qualcuno si sarebbe accartocciato sotto l’auto ed utilizzando carta e benzina avrebbe costruito un vero e proprio «percorso» la cui miccia conduceva proprio all’interno del vano motore. Un avvertimento nei confronti del proprietario o cos’altro?

Le indagini condotte dai carabinieri della stazione cittadina si muovono su piste variegate. La più accreditata sembra però essere quella della «ripicca». Qualcuno nei giorni scorsi avrebbe proferito parole minacciose all’indirizzo di Antonino Barcellona nel corso di un acceso diverbio nato per futili motivi.

Forse, durante la lunga permanenza in Germania di Barcellona, ignoti si sarebbero introdotti all’interno del suo appartamento e rubato un cavo elettrico. La richiesta avanzata dallo stesso Barcellona di ritornare in possesso del suo cavo avrebbe acceso un pò gli animi fino al pronunciamento di esplicite minacce.

L’episodio, riferito dallo stesso Barcellona ai carabinieri, farebbe addensare i sospetti su personaggi non estranei all’ambiente degli alloggi popolari di via Palermo.

ANTONELLO ZIMBARDO - DAL GIORNALE DI SICILIA DEL 14 AGOSTO 2004 pag. 24

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