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LA CLASSE DIRIGENTE SICILIANA NON SI SMENTISCE, NUOVO SCANDALO ALLA REGIONE

Notizia Sicilia del 30/09/2008

Il presidente della Regione Raffaele Lombardo

I sindacati tornano a chiedere le dimissioni dell´assessore alla Presidenza Giovanni Ilarda. Il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, si domanda cosa ne pensa il ministro Brunetta degli assessorati siciliani riempiti di parenti degli assessori medesimi. Il tutto mentre Italia dei valori presenta un´interrogazione al Senato ed emergono altri congiunti di onorevoli che hanno trovato spazio nei gabinetti del governo regionale.

«Ho letto i giornali e mi sembra che sia una malattia molto radicata e molto estesa e che certo non aiuta a rendere più forte l´immagine delle istituzioni», dice Veltroni a proposito del "caso Ilarda" scoppiato dopo l´assunzione a tempo determinato al gabinetto dei Beni culturali della figlia dell´assessore alla Presidenza. «Mi piacerebbe sapere che ne pensa il ministro Brunetta - aggiunge il segretario del Pd - Si butta la croce addosso ai lavoratori del pubblico impiego e poi si scopre che la politica fa queste cose. Sono le cose che non devono essere compiute dentro un´istituzione. Un´istituzione deve garantire la trasparenza delle regole del gioco a cominciare dai momenti più importanti, cioè le assunzioni e gli appalti. Istituzioni che siano poco nitide da questo punto di vista, sono il tipo di istituzioni che non piacciono al cittadino».

Nel gabinetto dell´assessore al Bilancio, Michele Cimino, intanto, ha trovato posto Pietro Merra, cognato di Gianfranco Micciché del quale Cimino da sempre è un fedelissimo. Ma anche ai suoi parenti medesimi, Cimino ha dato spazio in assessorato. Nello staff del responsabile del Bilancio lavorano due suoi cugini ovvero Rino Giglione e Maurizio Cimino. E la polemica non si placa, sebbene, queste nomine per chiamata diretta che consentono ai beneficiari di ottenere invidiabilissimi onorari, siano comunque previste dalla legge.


«Ancora una volta la Regione si fa apprezzare dall´opinione pubblica locale e nazionale per la correttezza, la serietà e la trasparenza con cui gestisce i soldi degli italiani, per il metodo con cui conferisce e distribuisce incarichi e poltrone - ironizza il senatore di Italia dei valori, Fabio Giambrone - Abbiamo presentato un´interrogazione al governo per sapere quanti e chi sono i gabinettisti della Regione e come sono stati reclutati. È una mortificazione per la Sicilia e per i siciliani onesti, che amano la propria terra, ricevere ripetute conferme di come i governi dell´Isola siano antropologicamente strafottenti ai più elementari principi di decoro e di senso del pudore». Ma l´interrogazione a Palazzo Madama contiene in sé, a detta di Giambrone, un paradosso: «È rivolta al governo ma dovrebbe risponderne prima di tutti, il presidente del Senato, Renato Schifani, dato che sua sorella ha trovato spazio nel gabinetto dell´assessore Scoma».

Il sindacato Cobas-Codir, che vanta il maggior numero di iscritti fra i dipendenti regionali, torna a invocare le dimissioni di Ilarda: «Abbiamo sollevato il caso - dice Dario Matranga che assieme a Marcello Minio guida la segreteria del sindacato - non per creare polemiche politiche che non ci interessano ma per indurre l´amministrazione a mettere da parte gli annunci, la propaganda fumosa sui dipendenti, e a dialogare con i sindacati a proposito della gestione del personale. Abbiamo pure espresso solidarietà a Giuliana Ilarda e non volevamo che lasciasse il gabinetto dell´assessore ai Beni culturali». Ma allora perché rimarcare che aveva ricevuto quell´incarico? «Noi volevamo che si dimettesse il padre - conclude Matranga - e continuiamo a chiedergli di farsi da parte. Ilarda invece ha preferito tenersi il posto di assessore e sacrificare la figlia».

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