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LA POLSTRADA: "Prudenza, non è fatta per correre"

Notizia Sicilia del 01/01/2007

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LERCARA FRIDDI. (az) Numeri da capogiro che fanno a pugni con la triste realtà di un’arteria più volte macchiata dal sangue. Sono in tutto otto le vittime del 2006 cadute sul serpentone della Palermo-Agrigento e oltre cento feriti. Una strada dove il rischio di impatto mortale si nasconde dietro circa un centinaio fra svincoli e bivi.
«La Palermo-Agrigento non è una strada a scorrimento veloce, ma una vecchia arteria rimodernata - precisa l’ispettore Gioacchino Sedita, capo della Polstrada lercarese -. In tutto il tracciato il limite massimo di velocità è di 90 chilometri all’ora, che in alcuni tratti scende a 70, in altri addirittura fino a 50. Non resta quindi che guidare con prudenza - continua il sottufficiale - rispettando sempre la segnaletica orizzontale e verticale». La Palermo-Agrigento è la somma di due strade statali. La 121, che da Villabate arriva fino al bivio Manganaro, e la 189 che da qui conduce dritto fino ad Agrigento. La 121, detta «La catanese», da Manganaro si immette poi nell’entroterra palermitano e nisseno. E’ l’antico tratto che dal capoluogo portava fino Catania, quando la A 19 ancora non era stata ancora costruita.
Numerosi e ripetuti gli appelli alla prudenza lanciati dai poliziotti di Lercara Friddi. L’ultimo lo scorso 20 dicembre, all’indomani di cinque incidenti stradali consumatisi nel giro di una settimana. «Il rischio - aveva detto l’ispettore Sedita - è che le imminente vacanze natalizie cariche di gioia si possano trasformare in giorni di dolori e pianti». A distanza di appena tredici giorni la gioia natalizia di due famiglie lercaresi si è tramutata in atroce dolore. Antonello Zimbardo

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