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La vicenda nel 1999. Confermata la sentenza di primo grado per Gaetano D’Andrea: un anno e due mesi, pena sospesa. L’ex amministratore è accusato di abuso d’ufficio.

Notizia Sicilia del 04/06/2005

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ALIA. (az) La terza Sezione penale della Corte d’appello di Palermo conferma la sentenza di primo grado pronunciata diciassette mesi fa dal tribunale di Termini Imerese contro Gaetano D’Andrea. L’ex sindaco di Alia era stato condannato ad un anno e due mesi, pena sospesa, nel procedimento penale che lo vedeva imputato per abuso d’ufficio.

La vicenda risale al 1999 quando l’allora primo cittadino decise di emettere alcune determinazioni con le quali alla fine sospese dalle funzioni di polizia e di pubblica sicurezza i vigili urbani Antonino Zimbardo e Salvatore Riili, revocandogli persino l’arma d’ordinanza. L’avvio della querelle dopo che all’albo pretorio fu affissa una delibera con la quale l’amministrazione comunale approvava un piano per la rideterminazione della pianta organica. Il provvedimento prevedeva la soppressione di quattro dei sei posti di vigili urbani. Una decisione non condivisa dai due membri del corpo di polizia municipale che, in qualità di rappresentanti sindacali, esternarono il loro disappunto al segretario comunale.

Un colloquio, così come è emerso dagli atti processuali, dai toni «accesi» nel corso del quale sarebbero scappate espressioni «pesanti», vere e proprie minacce di morte a detta degli avvocati Enzo Fragalà e Marcello Montalbano, difensori dell’ex capo della giunta municipale. Contro i due vigili venne avviato un procedimento disciplinare le cui determinazioni però, come prevede la legge, non erano di competenza del D’Andrea, bensì del segretario comunale. L’avvocato Giampiero Santoro, difensore dei due agenti, ha dimostrato come gli atti emessi dall’ex sindaco erano illegittimi e per questo configurabili con il reato di abuso d’ufficio. La precedente sentenza di primo grado è stata impugnata, oltre che dai togati dell’accusa i quali ne chiedevano l’annullamento, anche dalla Procura del Tribunale di Termini Imerese. Nel confermare le argomentazioni contenute nella sentenza di primo grado, secondo il Pm Paola Carotenuto la pena andava rivista ed innalzata.

Ma nella seduta del 20 maggio il procuratore generale Florestano Cristodaro ha chiesto l’assoluzione dell’imputato ritenendo che «il comportamento di D’Andrea nei confronti dei due agenti fosse stato irreprensibile». Ma la Terza sezione penale di Palermo ha accolto le motivazioni dell’accusa confermando la pena, seppur sospesa, ad un anno e due mesi. Soddisfatto, ma di poche parole, il vigile urbano Antonino Zimbardo: «Le buone sentenze - afferma - vengono emesse dai buoni giudici». Nessun commento invece dall’ex sindaco D’Andrea che però assicura: «Ricorrerò in Cassazione».

ANTONELLO ZIMBARDO



Dal Giornale di Sicilia del 4-6-2005


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