Lercara Friddi: Si sono svolti ieri i funerali di Daniele Romano Notizia Sicilia del 20/05/2008 |
 Nessuna immagine associata |
LERCARA FRIDDI. (*az*) Un silenzio spettrale ha accompagnato al cimitero la salma di Daniele Romano, 33 anni, morto sul colpo in un incidente stradale sabato sera alle porte della città. Rotto solo da un caloroso applauso dei partecipanti al corteo funebre quando il feretro è stato per due volte alzato al cielo, quasi a voler riconsegnare quella giovane vita a Colui da cui prende origine. Una città a lutto per un'esistenza stroncata sull'asfalto, per sogni e progetti futuri svaniti in pochi secondi. In segno di cordoglio sono state sospese tutte le attività politico-elettorali programmate in vista delle consultazioni amministrative. I comizi annunciati per sabato sera dalle due compagini sono stati annullati. Così come anche la processione in onore della Madonna di Fatima. Ieri la chiesa Madre della città era gremita in ogni ordine di posto. Numerosi hanno voluto rivolgere l'estremo saluto a Daniele Romano, un giovane conosciuto da tutti, anche perché lavorava nell'agenzia Aci di piazza Nicolosi Orlando. «Un bel ragazzo - a detta di tutti», amante di due hobby: la caccia e la moto. E proprio la sua Jamaha R60 l'ha tradito. Il film è sempre lo stesso: un attimo di distrazione, forse di stanchezza. I freni che energicamente tentano di bloccare la motocicletta. Il botto, i dolori strazianti, il cuore che tenta di reagire. Finisce di battere. E in pochi secondi la tragedia si consuma. Addio Daniele. Nell'omelia don Mario Cassata, che di famiglie in pianto ne ha consolate tante, parla di un «Dio d'amore che ha voluto richiamare con anticipo Daniele, forse per preservarlo da altre sofferenze che la vita gli avrebbe potuto riservare». Toccante l'intervento della fidanzata Lucia. «Vuol dire che doveva andare così. Ma non è giusto. Non ti ho potuto dire per l'ultima volta che ti amo. E' colpa mia - prosegue con voce singhiozzante -; dovevo insistere a non farti prendere la moto. la colpa è stata mia!». Quella sera Daniele Romano doveva recarsi a Prizzi per consegnare a un cliente una pratica automobilistica. Cinque minuti prima di salire in sella alla sua Jamaha ha fatto una breve sosta al bar Oriens dove lavora la fidanzata. A lei pare avesse confidato di sentirsi stanco. Lucia lo ha inviato a lasciare la moto e mettersi al volante della macchina. Invano. Cinque minuti dopo l'incontro e il solito bacio, il tragico dramma. Dentro il luogo di culto si percepiscono i lamenti e i pianti dei componenti della numerosa famiglia di Daniele. Dalla voce di Erica il saluto di tutti nipoti. «Non potremo mai più condividere con te la tua allegria, la tua voglia di vivere che ci hanno accompagnato fino ad oggi. Sei stato per noi molto di più che uno zio: un fratello, un amico». Antonello Zimbardo
|