POLITICHE DI SVILUPPO RURALE, VERTICE A CALTAVUTURO Notizia Sicilia del 05/12/2006 |
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CALTAVUTURO. (*az*) Sole e acqua, ricchezze della Sicilia soprattutto dell’entroterra. Elementi preziosi che determinano un dato certo: la qualità del prodotto rurale. Ma è arrivato anche il tempo di riconvertire le aziende con un’azione efficace rivolta ai giovani e alle donne. E’ quanto emerso nel corso di un partecipato convegno sul tema «Il lavoro possibile. La nuova politica di sviluppo rurale» svoltosi sabato e organizzato dalle Acli provinciale. «Ci poniamo da intermediari per le aziende del comprensorio e i diversi enti associati che hanno a cuore il rilancio dell’imprenditoria rurale madonita - afferma l’aclista Vito Castellaneta -. Dopo anni di assenza dal territorio ci ripresentiamo con ciò che da sempre ci ha contraddistinto sul piano dei servizi, della programmazione concertata più efficace e vicina alla gente e della formazione. Un intento – puntualizza Castellaneta – “benedetto” dal vescovo di Cefalù Francesco Sgalambro e dalle parrocchie della diocesi». Esperti e relatori d’eccellenza al tavolo del simposio, fra cui Salvatore Modica, Roberta Cappello, Pietro Columba e Rosa De Gregorio. Ma anche esponenti del mondo politico provinciale e comprensoriale: Marcello Caruso, Bernardo Mattarella, Massimo Belli, Alessandro Ficile, Vincenzo Meli, Giuseppe Quolantoni e Domenico Giannopolo. «Abbiamo colto la forte esigenza di cogliere la crisi che attraversa un certo modello di agricoltura madonita – spiega il sindaco di Caltavuturo -. Per questo è necessario innestare processi diversi di sviluppo. In particolare, con riferimento all’agricoltura, bisogna diversificare le attività agricole integrandole con altre sussidiarie come per esempio l’agroalimentare, agroindustria, agroambiente e agriturismo. Il tutto per aumentare il reddito delle imprese». Il convegno è servito anche per predisporre gli atti necessari per utilizzare le ingenti risorse finanziarie messe a disposizione prevalentemente dall’Unione europea. La «nuova politica di sviluppo rurale» per la prima volta farà capo ad un unico strumento programmatico, il «Programma di sviluppo rurale» che si occuperà di agricoltura, ambiente, e territorio e ricadrà prevalentemente nelle zone interne e in quelle di montagna, con meccanismi di gestione molto originali ed innovativi. Antonello Zimbardo
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