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PRIZZI.Misterioso furto in un'azienda. Colpo da 60 mila euro.

Notizia Sicilia del 11/04/2006

Foto panoramica di Prizzi

Chi ha messo a segno il furto nel deposito della «Maximum International Corporation srl», in contrada «Zachia», sarà stato quasi certamente qualcuno che ben conosceva l’operato dell’azienda e la sua organizzazione interna.
Il raid, messo a segno fra le 16 di sabato e le prime luci dell’alba di lunedì scorso (ma la notizia è trapelata solo ieri), ha fatto registrare un bilancio pesante dei danni. Circa sessanta mila euro l’ammontare complessivo della refurtiva consistente in 63 depuratori di acqua potabile, due addolcitori, tre refrigeratori e una serie di zanzariere elettriche. Tutta roba per locali ed esercizi pubblici che da circa quindici anni l’azienda prizzese, diretta dall’imprenditore Nunzio Siragusa che è titolare di un biscottificio del paese, commercializza nell’Isola e in tutta Italia. Lo stabilimento, a pochi chilometri dal noto borgo Filaga, è un vero e proprio centro di stoccaggio ed assemblaggio dei «mini bauli» di cui bar e punti di ristorazione ormai sono costretti a munirsi per assicurare ai cliente acqua pura e limpida.
Un’azienda di grosse dimensioni, capace negli anni di ampliare il suo raggio d’azione in tutta la Sicilia, ma ad irrompere prepotentemente anche sul mercato nazionale. Per la «Maximum International Corporation srl», lavorano quasi cinquanta dipendenti, la maggior parte di Prizzi, tra operai, addetti al marketing, alle vendite e trasportatori. Vanta persino numerosi punti di riferimento commerciali in molti centri siciliani.
Il raid è stato denunciato ai carabinieri della stazione cittadina dallo stesso presidente Nunzio Siragusa. La dinamica dei fatti però lascia non pochi dubbi agli inquirenti. Tanti punti oscuri che adesso i militari stanno cercando di chiarire. Per fare irruzione nello stabilimento i malviventi non hanno avuto bisogno di effettuare alcuna effrazione. I rilievi effettuati dai militari dell’Arma hanno evidenziato una sola certezza: chi è entrato dentro lo stabilimento era in possesso delle chiavi oppure è stato così fortunato da trovare qualche infisso esterno aperto. Un fatto che induce i carabinieri della Compagnia di Lercara Friddi a definire il raid alquanto «anomalo» e su cui ancora oggi, a distanza di una settimana, continuano ad indagare nel tentativo di capirci qualcosa in più. Al vaglio degli inquirenti anche la possibilità che qualcuno abbia lasciato volontariamente qualche porta o finestra socchiusa per dare campo libero all’incursione dei ladri.
Intanto, in questi giorni, i carabinieri stanno intensificando l’azione investigativa. Dagli interrogatori, nel corso dei quali sono stati sentiti anche alcuni operai, sembra però non siano emerse informazioni utili alle indagini.

Antonello Zimbardo
Dal Giornale di Sicilia – edizione provincia di Palermo – del 9 aprile 2006 pag. 34 - Foto tratta dal sito http://www.comune.prizzi.pa.it

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