Palazzo Adriano:Dal 1° Aprile passa ad un un euro l'indennità di carica per gli amministratori comunali Notizia Sicilia del 11/04/2008 |
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PALAZZO ADRIANO. (*az*) Un euro. Dal 1° aprile è questo l'ammontare delle indennità di carica degli amministratori comunali. Una somma simbolica, carica di grande significato politico-istituzionale. Così i governanti del paese contribuiranno a rimpinguare le casse comunali, già di per sé troppo povere e dalle quali si dovranno prelevare i fondi necessari soprattutto per pagare le spettanze a favore dell'Ato 2 Rifiuti. «Secondo le previsioni, nel 2008 dovremmo versare circa 350 mila euro - dichiara il sindaco Salvatore Masaracchia -. Una somma esorbitante a cui siamo chiamati a far fronte». In vista, quindi, dell'inevitabile aumento pro capite familiare della tassa per l'immondizia, gli amministratori locali iniziano a dare l'esempio. In pratica sono state azzerate tutte le indennità di carica che dovrebbero attestarsi intorno ai 30 mila euro annui. Anche i consiglieri comunali hanno rinunciato ai gettoni di presenza. «Siamo stati costretti anche perchè in passato il Comune ha acceso mutui fino al 2036 per investimenti di opere pubbliche - afferma il vice sindaco Nicolò Bacile -. Ogni anno, per assolverli, dobbiamo prevedere circa 200 mila euro». La situazione è aggravata anche dall'aumento dettato dall'Ato idrico e quello contrattuale relativo agli stipendi per i dipendenti. «Se si aggiungono a questi anche la riduzione delle rimesse regionali - spiega il presidente del consiglio comunale Giorgio Orlando - il micidiale cocktail in pratica è servito. Ecco perché abbiamo inevitabilmente previsto un aumento della tassazione sui cittadini, istituendo l'addizionale comunale Irpef nella misura dello 0,6 per mille. Una scelta non facile - prosegue il capo dell'assemblea consiliare -, fortemente avversata anche nel nostro schieramento, perchè impopolare». A riguardo l'amministrazione comunale annuncia di ritornare sui suoi passi «solo quando - precisa il vice sindaco Bacile - la situazione delle entrate lo permetterà». Esentati dall'imposta i cittadini inseriti nelle fasce più deboli. Inciderà, e non poco, invece sui titolari di redditi medio-alti. «Dovevamo dare un segnale forte ai nostri concittadini - conclude Giorgio Orlando -. Prima di mettere le mani nelle loro tasche, le abbiamo messo nelle nostre». Antonello Zimbardo
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