Palermo reg Sicilia:Impugnato dal Commissario dello Stato la legge per l'abbattimento dei cinghiali in soprannumero Notizia Sicilia del 05/11/2008 |
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az-mlp) Resta al palo la norma per l'abbattimento in soprannumero dei cinghiali nelle riserve e nei parchi siciliani. Nei giorni il Commissario dello Stato ha impugnato il disegno di legge varato dall'Ars che prevedeva «norme di controllo del sovrappopolamento di fauna selvatica o inselvatica in aree naturali protette». C'è delusione fra i sindaci madoniti, gli stessi che all'indomani del voto bipartisan avevano «cantato vittoria». Il primo cittadino di Castelbuono annuncia battaglia. «Sto nuovamente valutando l'ipotesi di firmare un'ordinanza per abbattere i cinghiali nel mio territorio - afferma Mario Cicero -. È inaccettabile che da più parti continui a mancare attenzione su questo grave problema. Al territorio madonita si stanno procurando danni rilevanti. Ormai abbiamo i cinghiali nei letti e i cittadini sui tetti - prosegue ironicamente Cicero -. Le zone di villeggiature sono deserte perché la gente ha paura. E aspetto ancora che qualcuno mi spieghi perché in altre zone protette d'Italia esiste una norma che regolamenta la presenza di questi animali, mentre in Sicilia questo non può avvenire». «Il disegno di legge sarà anche incostituzionale - dichiara il sindaco di Scillato, Antonino Battaglia -, ma per tutelare l'ambiente e le persone non ci sono altre vie se non l'abbattimento graduale dei cinghiali. Alcuni miei concittadini li hanno avvistato persino a pochi metri dal centro abitato. Auspico, quindi, che il testo venga al più presto rivisto e riproposto all'esame dei parlamentari siciliani». Per il primo cittadino di Caltavuturo, Domenico Giannopolo «bisogna fare in modo che i margini degli articoli di legge non impugnati e che consentano l'attuazione il piano di abbattimento, vengano percorsi fino in fondo e con urgenza», mentre per quello di Petralia Sottana, Santo Inguaggiato, «l'impugnativa da parte del Commissario dello Stato ripropone con drammaticità il quadro di distruzione dell'ecosistema nelle Madonie e lascia inalterati i rischi per l'incolumità dell'uomo. È importante ed urgente trovare una soluzione - conclude -. Se nella legge ci sono formulazion i che lasciano spazio ad interpretazioni equivoche, queste vanno chiarite». «La scure del commissario dello Stato appare non solo strumentale, ma anche lesiva di un diritto alla difesa del territorio - spiega Giuseppe Sarrica, sindaco di Pollina e vice presidente del Parco delle Madonie - che invero va tutelato non solo attraverso gli enti Parco, ma anche con una legge che si allinea con norme in vigore già in altre regioni». Antonello Zimbardo
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