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Petralia Sottana, non si spara più su suidi e cinghiali

Notizia Sicilia del 14/09/2007

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Non si spara più a suidi e a cinghiali, ma si scrive una nuova pagina su come arginare la presenza dei pericolosi capi nel territorio del Parco delle Madonie. Dopo tre anni di discussioni e polemiche, stavolta sembra si faccia sul serio. A testimoniarlo è l'indizione da parte del prefetto Giosué Marino di una conferenza di servizio, da lui stesso presieduta, a cui hanno preso parte anche alcuni sindaci madoniti, il presidente dell'Ente Parco Massimo Belli e rappresentanti dell'assessorato regionale all'Agricoltura.
Il risultato è stata la redazione di un protocolla d'intesa, approvato qualche ora più tardi dal comitato esecutivo dell'Ente Parco, e che da via libera a un preciso piano di cattura dei suidi.
«Le modalità operative saranno messe in atto a condizione che la Regione intervenga con una collaborazione logistica e soprattutto economica per l'acquisto di nuove gabbie, di recinti e per la formazione dei cacciatori - afferma il sindaco di Castelbuono, Mario Cicero . In tal senso il prefetto ha assicurato il suo massimo interessamento. Il piano, come strutturato, snellirà di certo le procedure burocratiche ed amministrative». Per attuarlo una sinergia di forze. L'Ente Parco monitorerà e individuerà le aree dove la presenza dei suidi è più problematica, dove posizionare i recinti di cattura e dove effettuare le operazione di abbattimento selettivo. Ma dovrà anche reclutare e formare i cacciatori in possesso del previsto titolo per l'abbattimento selettivo dei cinghiali. Il servizio veterinario dell'Ausl 6 sarà chiamato a verificare la salubrità delle carni da immettere in commercio, mentre i Comuni del Parco realizzeranno idonei recinti e locali per l'allevamento dei suinetti e de
gli animali non idonei alla macellazione, alla gestione diretta e indiretta dei recinti di cattura affidati all'Ente Parco e al supporto logistico delle operazioni di cattura. Il Comune di Castelbuono, inoltre, metterà a disposizione il mattatoio comunale autorizzato per la macellazione dei suidi e l'Ispettorato ripartimentale alle Foreste con i suoi uomini collaborerà attivamente durante la fase di cattura e abbattimento ed intensificherà l'azione di vigilanza nelle campagne.
Anche il Servizio XI faunistico venatorio e la Ripartizione faunistica venatoria si impegnerà a supportare le attività di formazione del personale chiamato ad abbattere i capi e l'ufficio provinciale dell'Azienda foreste demaniali metterà a disposizione i terreni su cui posizionare i recinti di cattura. Le associazioni ambientaliste, infine, assicureranno una supervisione sul buon andamento del programma e coadiuveranno l'Ente Parco nell'opera di formazione del personale coinvolto.

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