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Petralia Sottana:Ennesimo caso di mala Sanità?

Notizia Sicilia del 13/12/2007

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PETRALIA SOTTANA. Poteva essere un ricovero dal lieto fine. Così, però, non è stato e il Natale di un'intera famiglia petralese si è trasformato in dramma. Un ennesimo caso di mala sanità siciliana? Troppo presto per affermarlo. Toccherà alla magistratura di Termini Imerese stabilire se il feto di quaranta settimane, pronto a vedere la luce, ha cessato di vivere nel grembo materno per cause addebitabili all'operato dei sanitari.
Una vicenda dai contorni amari quella vissuta da L.D.L., giovane ventiquattrenne di Petralia Sottana, che nella tarda serata di martedì ha accusato forti dolori ed è stata costretta a raggiungere in fretta e furia l'ospedale madonita «Madonna dell'Alto». Un'emergenza durata appena sei ore. Alle 21,10 la donna è arrivata al pronto soccorso del nosocomio dove ha ricevuto le prime cura. Intorno alle 22, poi, è stata trasferita nel reparto di ostetricia e ginecologia dove e qui sottoposta agli accertamenti clinici di rito. Pare comunque che i dolori accusati dalla futura mamma non fossero riconducibili alle doglie di un possibile imminente parto, tant'è che - a dire del personale sanitario preposto -, dalle prime analisi non risultavano anomalie. La conferma è tutta contenuta nel lungo tracciato che registra il monitoraggio del battito cardiaco fetale e che, sembra, fosse regolare. Fino alle tre del mattino, però, quando il piccolo cuore ha cessato di battere. I sanitari sono stati quin
di costretti a sottoporre la donna a parto cesareo per prelevare il feto morto dal grembo materno.
All'alba il padre del piccolo nascituro, L.M.M., 34 anni anch'egli di Petralia Sottana, si è recato nella caserma cittadina dei carabinieri per presentare querela contro il personale sanitario del locale ospedale che, in vario, modo ha preso in cura la moglie durante le sei ore di degenza in reparto. I militari dell'Arma hanno informato dell'accaduto il magistrato di turno della Procura del tribunale di Termini Imerese che ha prima disposto il sequestro della cartella clinica della paziente e ordinato l'autopsia in programma nelle prossime ore all'istituto di Medicina legale del Policlinico di Palermo.
La direzione sanitaria del nosocomio madonita precisa che «fino a prova contraria, l'operato dei medici è stato improntato all'insegna della correttezza e dell'etica professionale, nonché nel rispetto delle procedure previste in questi casi». Antonello Zimbardo

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