Polizzi Generosa:Bando pubblico per l'affidamento del feudo Verbuncaudo Notizia Sicilia del 30/05/2008 |
 Nella foto il sindaco Salvatore Glorioso, don Luig |
POLIZZI GENEROSA. (*az*) Passo avanti per la futura gestione del feudo di «Verbuncaudo», bene sequestrato al boss mafioso Michele Greco ed assegnato da poco alla cittą di Polizzi Generosa. La giunta municipale guidata dal sindaco Salvatore Glorioso ha approvato una convenzione con l'associazione «Libera» di don Luigi Ciotti per la redazione di un bando pubblico finalizzato all'affidamento del feudo. «Garantiremo che nella gestione del bene requisito vengano impiegati lavoratori residenti a Polizzi - assicura il primo cittadino». Il feudo polizzano di «Verbuncaudo» č esteso oltre 150 ettari. Nelle scorse settimane presso la Direzione regionale dell'agenzia del Demanio č stato firmato l'atto che trasferisce la proprietą dei beni confiscati dallo Stato alla cittą madonita. Del feudo fanno parte anche diverse case rurali, fabbricati, alcuni laghetti artificiali e le estensioni coltivate ad ulivi e frumento. Un tesoro considerevole, ora messo a disposizione di chi ha a cuore ogni forma di legalitą e di rispetto delle regole della comune convivenza. Grazie alla convenzione con l'associazione «Libera» di don Ciotti ora i beni potranno essere affidati dal Comune a soggetti cooperativi che dovranno anche avviare al lavoro cittadini residenti nella cittą madonita. L'assegnazione dei beni sequestrati al cosiddetto «papa» della mafia č realtą anche grazie ad un'istanza presentata a novembre 2006 dal sindaco polizzano. «Il nostro paese vive la sua stagione di legalitą - afferma il sindaco Glorioso -. I beni delle contrade "Serra Fichera-stazione Vallelunga", che costituiscono per l'appunto l'azienda Verbuncaudo, presto potranno essere gestiti da cooperative agricole di giovani chiamati a produrre reddito grazie alla commercializzazione di vino, olio e altri prodotti. Un impegno intenso e carico di non poche responsabilitą anche morali». I beni trasferiti alla cittą di Polizzi erano stati confiscati al boss palermitano nel 1987. Due anni dopo l'Ufficio tecnico erariale di Palermo li aveva valutati per 2 miliardi e mezzo di lire. «La sua assegnazione - conclude il primo cittadino - impone al Municipio un divieto di vendita o cessione dei terreni e dei fabbricati. Nello stesso decreto dell'agenzia del Demanio - precisa Glorioso - viene stabilito che i beni potranno essere affidati dal Comune e che sulle stesse aree l'Universitą di Palermo potrą svolgere attivitą di ricerca». Antonello Zimbardo Nella Foto il Sindaco. Nella foto il sindaco Salvatore Glorioso, don Luigi Ciotti, il commissario straordinario nazionale per i beni confiscati Antonio Maruccia, Gianluca Faraone della cooperativa "Placido Rizzotto" e Umberto Di Maggio, referente palermitano di "Libera".
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