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Prizzi:Atto intimidatorio nelle campagne di contrada Mendolotta

Notizia Sicilia del 15/05/2008

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PRIZZI. (*az*) Ci sarebbe la mano della mafia prizzese nell'atto intimidatorio consumatosi nelle campagne di contrada Mendolotta, agro di Corleone. Ne sono convinti i carabinieri della Compagnia di Lercara Friddi che, coordinati dal capitano Giuseppe Iacoviello, indagano sull'ultimo episodio malavitoso di chiara matrice dolosa.
Un escavatore è stato ridotto in cenere probabilmente fra sabato notte e lunedì all'alba, all'interno di un cantiere per la realizzazione di un impianto eolico. Il mezzo è di proprietà della ditta S.C., di Bolognetta, che gestisce un autosalone per la vendita e il noleggio di auto, moto, mezzi agricoli e da lavoro lungo lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento. Il danneggiamento è stato scoperto alle prime luci dell'alba da A.P., titolare di un'impresa edile di Prizzi, che ha avvertito i militari dell'Arma. Dai rilievi effettuati dai carabinieri della caserma di Prizzi e dal Nucleo operativo lercarese è emerso che altri cinque mezzi parcheggiati all'interno del cantiere non stati danneggiati ed uno di questi risulta essere di proprietà della medesima ditta di Bolognetta che ha noleggiato l'escavatore andato in fumo. Un indizio questo che potrebbe far pensare ad un chiaro avvertimento da parte di chi vorrebbe controllare un giro di affari che si aggira intorno ai 4 milioni di euro. Fra le altre ipotesi investigative anche quella di un gesto finalizzato a punire un sub appalto «non autorizzato» dalla mafia locale. L'arresto a giugno di Tommaso Cannella, noto per essere uno dei fedelissimi di Bernardo Provenzano, con ogni probabilità ha lasciato una ferita profonda nelle famiglie dell'hinterland. Gli inquirenti non escludono, quindi, che questo episodio possa costituire un tentativo di riorganizzazione per l'acquisizione del controllo del territorio.
L'evento malavitoso si inserisce nell'ambito di altrettanti inquietanti episodi verificatisi nell'aprile dello scorso anno a distanza di venti giorni l'uno dall'altro e sempre all'interno del medesimo cantiere. Dapprima venne dato alle fiamme il cartello di inizio lavori, poi cinque mezzi cingolati di proprietà della stessa ditta che sta eseguendo i lavori vennero danneggiati. Ruspe ed escavatori erano stati lasciati incustoditi e parcheggiati ai margini di una strada sterrata in fase di bitumazione. I rilievi evidenziarono che il lancio di grossi sassi aveva mandato in frantumi i vetri della cabina comando di quatto macchine, mentre nel restante mezzo erano stati distrutti tre fari di illuminazione e il quadro spie.
La conferma che il grosso giro di affari che ruota attorno alla realizzazione dei parchi eolici sia allentante arriva anche da un altro presunto atto intimidatorio messo a segno circa una settimana fa ad Alia. Anche in quel caso andò in fumo un escavatore. Antonello Zimbardo


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