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Roccapalumba:Ammanettato dai Carabinieri è finito in carcere

Notizia Sicilia del 25/03/2009

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ROCCAPALUMBA. (*az*) Ha estorto denaro ai commercianti del paese. In molti casi li ha anche minacciati ed additati come i fautori delle sue disgrazie giudiziarie. Una lunga serie di episodi, messi in atto da luglio fino a qualche giorno fa da Rosolino Graziano, 37 anni, di Roccapalumba, ammanettato dai carabinieri della Compagnia di Lercara Friddi perchè ritenuto responsabile dei reati di tentata estorsione, estorsione, minaccia a pubblico ufficiale e violenza privata. L’arresto di Graziano ha messo la parola fine a quello che
era diventato per i titolari di bar, ristoranti e pizzerie un vero e proprio incubo.
Dalla scorsa estate, in pratica, il pluripregiudicato teneva in scacco numerose attività produttive del piccolo centro del palermitano. Dal giorno in cui è uscito di carcere, dove aveva scontato pene per disparati reati, condizionava imprenditori, familiari e dipendenti impegnati soprattutto nel settore dei servizi. Fondamentali per gli inquirenti le numerose denunce
raccolte dai militari della caserma cittadina che hanno consentito di ricostruire nei minimi dettagli l’operato illecito del malfattore.
Schiavo di se stesso e della fame di bevande alcoliche, la sera «faceva visita» ai vari locali di Roccapalumba intimando ai gestori di servirgli ciò che pretendeva, senza corrispondere denaro. In molti casi imponeva ai clienti di offrirgli ciò che desiderava. Sono stati numerosi gli esercenti che, intimoriti
dal suo possibile arrivo, preferivano abbassare la saracinesca prima dell’orario previsto, spesso anche alle 19. Una scelta obbligata per evitare di incappare nelle scorribande minacciose di Rosolino Graziano che spesso, in preda i fumi dell’alcool e con i suoi atteggiamenti da gradasso, si tramutavano in episodi di pura violenza. Ingenti, per esempio, i danni procurati in un bar dopo una rissa con uno dei clienti e un’aggressione nei confronti di due
carabinieri. E c’è anche chi, per timore e vistosi palesemente minacciato, ha preferito lasciare il lavoro e trasferirsi fuori comune. «Mi hai fregato una volta – avrebbe detto Graziano al dipendente di un bar – ma non ci riuscirai più a mandarmi in carcere. Te la farò pagare».
Il pluripregiudicato roccapalumbese vanta un «ricco curriculum giudiziario». In passato ha dovuto rispondere di reati quali porto abusivo e detenzione armi, guida senza patente, ricettazione, detenzione di sostanze stupefacente, resistenza, oltraggio e violenza a pubblico ufficiale, produzione e spaccio di droga, furto aggravato,
rapina in concorso danneggiamento, minacce ed ingiurie.
Ora è tornato ad occupare una cella del carcere «Cavallacci» di Termini Imerese, in attesa di essere giudicato. L’incubo per molti commercianti del paese è finito. Antonello Zimbardo

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