VALLEDOLMO, "PAGO' CON ASSEGNI RUBATI". SCATTA LA DENUNCIA PER UN PREGIUDICATO Notizia Sicilia del 27/11/2006 |
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VALLEDOLMO. (*az*) Avrebbe acquistato materiale di vario genere presso alcune attività commerciali di Valledolmo e pagato con assegni rubati. Con l’accusa di truffa e ricettazione i carabinieri della stazione cittadina hanno denunciato in stato di libertà un pregiudicato di Blufi. Si tratta di G.P., 46 anni, residente nel piccolo centro delle Alte Madonie. Per i militari dell’Arma sono stati mesi di intensa attività investigativa finalizzata ad individuare l’autore della truffa in trasferta. La vicenda risale allo scorso agosto. Il madonita si sarebbe recato più volte tra agosto e settembre a Valledolmo per acquistare ferramenta, materiale edile e di vario genere. Il pagamento, però, sarebbe sempre avvenuto con assegni, risultati poi scoperti. I successivi accertamenti bancari effettuati dai militari dell’Arma valledolmese hanno confermato che i titoli di credito, regolarmente girati a vista da G.P. ma sotto falso nome, risultavano essere stati rubati. Le indagini ora dovranno stabilire chi, come e da dove sono stati trafugati gli assegni. Sarebbero stati due i commercianti valledolmesi a cadere nella trappola dell’abile truffatore. Le consequenziali denuncie hanno dato il via libera all’attività investigativa dei carabinieri valledolmesi. Gli unici indizi a disposizione degli inquirenti la macchina con la quale il malvivente viaggiava e il suo chiaro accento madonita. Peculiari controlli sono stati quindi effettuati nei centri limitrofi a Valledolmo e in altri delle Madonie. Un puzzle che andava completato anche all’interno degli uffici di diversi istituti di credito dove sono stati effettuati numerosi controlli incrociati. Alla fine per incastrare G.P. è bastata solo una foto segnaletica mostrata a diversi commercianti che non hanno difficoltà a riconoscere il malvivente. Ora il pregiudicato madonita dovrà rispondere del reato di truffa e ricettazione di assegni rubati. Per il primo reato rischia di aver inflitta la pena da sei mesi e tre anni di reclusione e una multa che varia da 516 a mille e 32 euro. Per il secondo, invece, dai due agli otto anni di carcere oltre un’ammenda da 516 a dieci mila e 329 euro. Antonello Zimbardo
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