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Vicari, abusivismo edilizio

Notizia Sicilia del 09/08/2007

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Un blitz dei carabinieri della Compagnia di Lercara Friddi, guidata dal capitano Giuseppe Iacoviello, svela un reato non molto diffuso nei centri abitati, ma che facilmente viene perpetrato nelle periferie e nelle contrade.
Ne sanno qualcosa cinque vicaresi che i militari dell'Arma hanno denunciato, in stato di libertà, per il reato di abusivismo edilizio. Si tratta di agricoltori, casalinghe e imprenditori. Tutti hanno costruito qualcosa di più o meno evidente, ma privi di concessione edilizia.
Ad essere deferito all'Autorità giudiziaria F.C., 39 anni, imprenditore originario di Lercara Friddi. I carabinieri hanno addebitato a lui la costruzione, in contrada Pettineo, di un muro con l'utilizzo di blocchi di cemento lungo circa venti metri. L'uomo lo aveva realizzato per delimitare una zona di sua proprietà. C'è chi poi ha fatto di più. Per trovare riparo e ricovero ai suoi capi di bestiame ha deciso di costruire abusivamente un vero e proprio capannone adibito a stalla. Si tratta di G.B., 33 anni, agricoltore, proprietario di un'azienda agricola di contrada Montagnola. I carabinieri lo hanno deferito, ma a causa della presenza del bestiame, hanno concesso al giovane vicarese la facoltà d'uso del sito, in attesa delle decisioni che la magistratura vorrà adottare.
Non meno rosea è la situazione do R.L., 43 anni, originaria di Lercara Friddi, che in contrada Serre aveva deciso di metter su un fabbricato adibito a garage e punto caldaia. Anche in questo caso senza concessione edilizia. La casalinga, comunque, potrà utilizzare l'immobile per il solo uso della caldaia in attesa delle decisioni che perverranno dalla Procura delle Repubblica di Termini Imerese. Sotto il mirino delle verifiche sono finiti anche l'agricoltore B.V. e la casalinga T.D.S., rispettivamente di 36 e 29 anni. In contrada Sant'Ippolito, avevano pensato bene di realizzare abusivamente un solaio all'interno di un fabbricato adibito a fienile. Anche in questo caso i carabinieri hanno deciso di non apporre i sigilli e concedere l'utilizzo dell'immobile considerato la numerosa quantità di foraggio e materiale deperibile presente all'interno del fabbricato e destinato a sfamare il bestiame. I carabinieri comunque assicurano: «Controlli sono previsti nei prossimi giorni anche in alt
ri centri dell'hinterland».
Antonello Zimbardo


CEFALU'. (az) Tre morti in novanta giorni. Gli incidenti nello stesso tratto, in contrada Mazzaforno, a distanza di 50 metri l'uno dall'altro. Un trend preoccupante che conferma la pericolosità della strada statale 113, nel tratto compreso fra Buonfornello a Cefalù. Diciotto chilometri di arteria, caratterizzata da larghe carreggiate e lunghi rettilinei. Capaci di tentare qualsiasi zelante automobilista che nulla può nell'affondare più del dovuto il piede sull'acceleratore. Molte le intersezioni viarie, soprattutto fra Campofelice di Roccella e la cittadina normanna, che conducono nelle villette di campagne e località balneari. Troppe in verità. Se a ciò, poi, si aggiunge il forte incremento del traffico estivo, l'intera problematica sulla sicurezza lungo la statale 113 assume toni allarmanti. Così come il possibile aumento della sinistrosità. La conferma arriva dagli ultimi dati forniti dalla Polstrada cefaludese sul lavoro di controllo e prevenzione effettuato nei primi sette giorn
i di agosto: ottanta le contravvenzioni elevate e 50 i punti detratti da decine di patenti. Ritirate, inoltre, sette carte di circolazione per infrazioni al codice della strada. A luglio tre sono state le persone denunciate per guida in stato di ebbrezza. L'appello della Polizia stradale non si fa attendere: «Raccomandiamo l'uso delle cinture per gli automobilisti, del casco nel caso di centauri e a mettersi alla guida in condizioni di non alterazione».

Antonello Zimbardo

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