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Zamparini: "Con l'Inter vinciamo 4-1"

Notizia Sicilia del 24/11/2006

Zamparini Presidente del Palermo

PALERMO - "Domenica vinciamo noi 4-1". A due giorni dalla partita che a Palermo tutti aspettano, quella contro l'Inter, Zamparini non si vuole nascondere ed esprime chiaramente quello che è il suo pronostico.

Ma se fa la voce grossa sul risultato, il presidente del Palermo rimane molto più cauto sul significato della gara di domenica: "Non credo proprio sia una partita scudetto, nella maniera più assoluta - spiega il numero uno rosanero ai microfoni di Studio Sport -. E' sicuramente una partita importante, questo si, ma come lo è per noi lo sarà anche per l'Inter, che vincendo al Barbera ipotecherebbe il primo posto in campionato. Lo scudetto per noi è un discorso impegnativo e devo ammettere che ancora non siamo pronti a questo traguardo. Se tra un paio d'anni dovessimo rinforzarci ancora di più nell'organico, allora i discorsi cambierebbero. Ma per ora mi sembra un traguardo poco plausibile".

Anche perché dall'altra parte c'è una corazzata che porta il nome dell'Inter, quasi imbattibile in campo e di certo insuperabili sul lato economico: "Per essere alla pari con l'Inter ci mancano almeno 150 milioni di euro. Direi che sono tanti. Ci sono troppe differenze economiche tra noi e i nerazzurri e penso sia questo il problema principale".

Moratti e il suo strapotere finanziario, dunque, sono inarrivabili. Ma in passato, da amico, qualche consiglio Zamparini lo ha rivolto al presidente dell'Inter: "C'è molta stima tra di noi perché oramai ci conosciamo da diversi anni. In passato, ad esempio, gli ho anche dato alcuni consigli su Mancini, dicendogli di tenerlo e non mandarlo via. In quanto a esoneri io me ne intendo".

Zamparini non teme favori o torti arbitrali. Anzi, giudica l'intera categoria dei fischietti come "buona". "Può anche capitare che un arbitro non sia al top della forma - aggiunge -, proprio come accade per i calciatori".

Per finire il mercato, con diversi giocatori del Palermo appetiti da diverse squadre. Soprattutto Amauri, richiesto dal Barcellona, ma Zamparini non ne vuole proprio sapere: "Amauri costa una bella cifra e assolutamente non è in vendita. Per me può venire anche il Barcellona o qualsiasi altra squadra, ma per ora è incedibile. Se fra un paio d'anni dovessimo trovare un degno sostituto allora ci si potrebbe fare un pensierino. Caracciolo alla Roma a gennaio? Andrea è un giocatore del Palermo e rimane con noi. Se la Roma lo vuole ci deve dare Aquilani".

L'ultima stilettata è per la tifoseria palermitana. "E' normale - ammette Zamparini - che per la partita contro l'Inter si registri il tutto esaurito. La gente domenica verrà allo stadio soprattutto per vedere i nerazzurri. Tutto questo accade in ogni città, la grande squadra richiama il grande pubblico".

La sconfitta di ieri sera a Istanbul, contro il Fenerbahce, non ha lasciato l'amaro in bocca al presidente del Palermo che dice: "Il discorso-qualificazione, a mio avviso, è ancora aperto. Se battiamo in casa gli spagnoli del Celta Vigo, com'è nelle nostre possibilità se giocheremo con la formazione titolare, possiamo assicurarsi il passaggio del turno".

Zamparini è atteso per domani a Palermo: come sempre avviene alla vigilia delle grandi partite (lo fece anche un anno fa, nelle ore precedenti il confronto con l'Inter) vorrà assistere all'allenamento di rifinitura e parlare con i giocatori, oltre che con l'allenatore Francesco Guidolin. Un modo come un altro per restituire serenità a un ambiente scosso dalle ultime due sconfitte: a Cagliari, in campionato, e in Turchia, in Coppa Uefa.

Intanto dall'ex rosanero Fabio Grosso arrivano messaggi d'amore per la squadra siciliana. "Ho passato a Palermo degli anni bellissimi", dice il difensore dell'Inter. "So di aver lasciato un ottimo ricordo, come del resto la città di Palermo, la società e la squadra hanno lasciato un ricordo indelebile dentro di me. Se verrò applautdito? Non lo so perché nel calcio non si sa mai".

Grosso arrivò a Palermo nel gennaio del 2004 dal Perugia: "Per me fu un trasferimento importante perché le cose a Perugia non andavano benissimo e decisi di prendere la strada di Palermo. In tanti non approvavano questo mio trasferimento che alla fine, invece, si è rivelato fondamentale per la mia carriera. Ho trovato un allenatore (Francesco Guidolin ndr) che per me è stato importante e che mi ha dato tanto, in Sicilia ho passato due anni e mezzo bellissimi".

Per il difensore quella a Palermo fu un'esperienza importante: "La squadra era già forte per la serie B. Disputammo una cavalcata trionfale e vincemmo il campionato, anche se con qualche sofferenza. Arrivammo primi e ci fu una festa incredibile, in quel momento ho capito dove ero arrivato". L'unico gol in maglia rosanero fu quello alla Roma su punizione: "Me lo ricordo benissimo. Era una trasferta importante per noi e ci seguirono tantissimi tifosi, per me anche quella fu una grandissima emozione".

Se domenica sera dovesse segnare eviterebbe l'esultanza? "Vedremo", risponde senza sbilanciarsi. Eil Palermo di oggi? "La società ha operato molto bene sul mercato, costruendo una grande squadra. Forse stanno anche andando al di là delle aspettative, ma conosco gran parte del gruppo e sono che motivazioni avranno all'interno. Si stanno comportando alla grande e sono contento per loro".

Grosso è rimasto molto legato alla sua vecchia squadra tanto da chiedere dopo ogni partita il risultato dei rosanero: "Mi informo e mi fa piacere farlo. Ho lasciato a Palermo degli amici più che dei compagni di squadra. Però domenica siamo avversari e io devo guardare in casa mia. Cercheremo di ottenere il massimo per restare in testa alla classifica".

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