Il Potere della considerazione di sé

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INGUAGGIATO SALVATORE INGUAGGIATO SALVATORE Pubblicato il 14/11/2005
<b>Il Potere della considerazione di sé</b>

Il Potere della considerazione di sé




    Ognuno è insicuro, senza eccezione.
    Chi appare troppo fiducioso semplicemente dissimula meglio.
    Non fanno eccezione nè i genitori, gli insegnanti, i capi, né i compagni di lavoro.
    Dopo tutto, nessuno è fatto di ferro.
    Paulo Autran freme nei primi minuti di ogni recitazione, anche se la scena è stata ripetuta già 500 volte.
    E’ solamente dopo la prima risata, la prima reazione del pubblico che l'attore si rilassa e prosegue calmo per il resto dello spettacolo.
    Io, confesso sinceramente che sono insicuro di ogni articolo che scrivo e con ansia aspetto di vedere arrivare le prime e-mail.
    L'insicurezza è il primo problema umano.
    Il mondo sarebbe molto meno nevrotico, matto ed agitato se fossimo tutti un poco meno insicuri. Lavoreremmo meno, godremmo meglio la vita e la vivremmo, divertendoci di più.
    Ma come ridurre questa insicurezza?
    Alcuni credono di risolvere il problema, studiando di più, guadagnando di più, lavorando di più...
    E’ solo un inganno, per una semplice ragione: la sicurezza non dipende da noi, dipende dagli altri. È totalmente fuori dal nostro controllo.
    La sicurezza non è mai conquistata definitivamente, perciò, essa è sempre provvisoria ed effimera.
    La sicurezza dipende da un processo che io chiamo "considerazione di sé", anche se per la Statistica ha un altro significato.
    "Validazione" in statistica vuole dire certificare che un dato o delle informazioni siano vere, ma io , con riferimento ad esseri umani, preferisco il termine "considerazione".
    Considerare qualcuno non è altro che confermare che quella persona esiste, che essa è vera, che ha valore.
    Tutti noi abbiamo bisogno di essere continuamente considerati dagli altri.

    Ci deve essere qualcuno che affermi se una persona sia da ritenere più bella di quello che realmente è. L`auto-considerazione, tanto decantata dai filosofi, non risolve il problema.
    Nessuno può auto-considerarsi, per definizione.
    Sarai sempre" nessuno ", fino a quando gli altri non ti considereranno " qualcuno ".
    Considerare l'altro vuole dire confermare, come dire: "hai un significato per me".
    C’è considerazione quando un innamorato o un’innamorata dice: "Mi piaci come
    sei"
    .
    Colui che disse la frase "dietro ad un grande uomo c’è una grande donna" - e viceversa - probabilmente stava pensando a quel potere di considerazione che solamente una compagna, amando, ogni giorno sarà capace di esprimere. Un semplice sguardo, un sorriso, un apprezzamento è considerazione sufficiente per ognuno.
    Siamo tanto preoccupati per la propria insicurezza che non abbiamo tempo di poter considerare gli altri.
    Siamo tanto preoccupati di considerarci al "Massimo" che dimentichiamo di dire ai nostri amici, figli e spose che il "Massimo" sono loro.
    Aduliamo chi non ci piace e dimentichiamo di considerare quelli che ammiriamo.
    Per mancanza di considerazione, abbiamo creato un mondo consumistico, dove ha valore " l’avere " e non " l’essere ".
    Per mancanza di considerazione, abbiamo creato un mondo dove tutti vogliono mostrarsi o vogliono dominare gli altri, cercando il Potere.
    La considerazione permette che le persone siano accettate come realmente sono e non per come ci piacerebbe che fossero.
    Ma, è precisamente grazie alla considerazione, che esse cominceranno a credere in se stesse e cominceranno ad essere come vogliamo.
    Se vogliamo il mondo meno insicuro e migliore, avremo bisogno di allenarci ad esercitare una nuova competenza: considerare qualcuno ogni giorno.
    Un corretto apprezzamento, un sorriso, delle congratulazioni al momento giusto, un applauso, un bacio, un pollice dritto verso l'alto, un bravo, "è un valore".
    Perciò:
    Ti sto considerando?
    Oggi, sto considerando o ho considerato qualcuno?.
    Vale la pena di riflettere .
    "La Parola, quando è accesa, non brucia invano".
    di Stefano Kanitz

    Traduzione dal Portoghese di Salvatore Inguaggiato
    s.inguaggiato@pocos-net.com.br





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