Lo spirito delle cose

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INGUAGGIATO SALVATORE INGUAGGIATO SALVATORE Pubblicato il 27/12/2005
<b>Lo spirito delle cose</b>

Lo spirito delle cose


Cogli sempre lo spirito delle cose?

Di solito lo spirito delle cose è qualche cosa che resta sottinteso, solamente le anime attente riescono a percepirlo. La verità è che, in un mondo sempre più prammatico, è difficile coglierlo, qualunque esso sia.

Che cosa dire poi dello spirito del Natale? Prima, esso era nell'aria, appena cominciava dicembre. Lo spirito di questo mese per chi è stato bambino in altri tempi, era di pura magia.

Il Natale che tardava così tanto ad arrivare, stava bussando alla porta. "Quanti giorni mancano, mamma? "manca poco "mia cara," "Quanti? " Circa 20 giorni." "Tutto questo tempo?!! "
Ma si sapeva che era poco se paragonato alla lunga attesa di un anno intero. In maggio, giugno, luglio, il Natale ancora era lontano.

Natale arrivava alla fine del calendario, era la ricompensa per tanto studio e prove nella scuola, era il premio per essersi comportati bene, era l'ora di mettere un bel vestito ed avere qualche desiderio esaudito, era ora di mangiare delle delicatezze diverse, di pregare, di credere in tutti i sogni. Il cielo era più blu, le stelle si moltiplicavano e mai, mai pioveva, a dicembre.

Poi finalmente arrivava il giorno 24. La domestica era congedata dopo il pranzo, il padre ritornava più presto a casa e nessun ragazzo si lagnava di fare il bagno, anzi gli piaceva. Dopo aver fatto il bagno, era l’ora dell’attesa.
Lui. Il vero dio di ogni bambino, Babbo Natale.

Oggi, appena arriva dicembre. e con esso, temporali - la zona commerciale si riempie, il traffico è caotico, i bambini chiedono cose costose e li ottengono ancor prima della notte felice.
Comprare, comprare, comprare.

Alcuni, senza soldi, facevano quello che potevano.
Altri, senza niente, facevano finta di non vedere.

Ma stando fra di noi, i bambini chiedevano in regalo una matita, un materasso, sognando come fosse il primo yogurt della loro vita. E per loro si andava avanti ed indietro, senza sosta.

Tutto ciò fino a ieri, alla fine di dicembre .
Sembra che questo dicembre sia insensato, ansioso, di consumo, ateo, che dura 24 giorni febbricitanti, dove tutti corrono, tutti sono in ritardo, tutti hanno impegni che non possono rimandare ad un altro giorno. Un’amica, al culmine dello stress, mi scrisse: "Pensare che il prossimo ci sarà solamente fra un anno è il migliore particolare della vicenda ."

Prima di ricominciare a contare per il prossimo, c’è la giornata di oggi.

Abbiamo questa occasione, il giorno 25. Una vacanza, una domenica, una tregua. I negozi sono tutti chiusi.

Nel frigorifero, sono rimasti alcuni avanzi della cena da pizzicare. Si avrà sete di succo naturale, di acqua fresca. Si metterà musica per suonare, ci si metterà una camicia pulita. Non ci sarà niente da fare, non ci sarà alcuna ragione per tirar fuori la macchina del garage, alcuna ragione di cercare posto nel parcheggio. Oggi si va a passeggiare a piede, al massimo di bicicletta. Si parlerà in maniera più calma. Non si accenderà la Tivù, promesso.

Non so perché ho aperto il giornale.

Oggi è giorno per camminare lentamente, in pantofole o a piedi nudi. Giorno per guardare in profondità negli occhi del custode che sta lavorando, del conducente di autobus che sta lavorando, ed augurare loro un Natale felice. Con sentimento. Un sentimento che non è paura né angoscia.

Pace.

E’ per essa che c'è rimasto questo giorno.
Un giorno per uscire da casa e andare fino da qualcuno che nulla possiede e portargli un pezzo di torta, una tavoletta di cioccolato, un cuscino, un sapone, una palla, qualche cosa che significa vera stravaganza di fronte a tanta miseria.
Sono finiti l'isterismo collettivo, la festa, la settimana.

Ed è oggi, prima che tutto rincominci, che si può trovare il vero spirito della cosa. Non lasciatelo scappare.
E-mail: martha.medeiros@oglobo.com.br

Traduzione dal Portoghese di Salvatore Inguaggiato

s.inguaggiato@pocos-net.com.br


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