Padre Damiano Barcellona - III -

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Pubblicato il 12/08/2006
<b>Padre Damiano Barcellona</b>    - III -

Padre Damiano Barcellona - III -



”IL PROFILO DEL “PADRE SPIRITUALE”




Dalla relazione di presentazione di don Paolo Iovino dell’Opera “Epistolario 1935 -1987”, da lui stesso curata:




È la ripresa del ruolo biblico dell' "Anziano/maestro" in seno al popolo di Dio. Ruolo divenuto fondamentale nel primo monachesimo, come attestato dai Detti dei Padri del deserto. Figura decisiva, ieri come oggi, sicuramente per la formazione dei futuri presbiteri, ma anche per quella di ogni credente bisognoso di una guida sicura nel cammino - come esorta il Salmista - verso la ricerca del "volto del Signore", o - come indicano i grandi Maestri di spiritualità - nell'ascesa verso "la santa montagna". Compito di estrema delicatezza, che richiede consapevolezza del proprio limite e fiducia nella forza di Dio. Sono le prerogative che hanno accompagnato l'attività di padre Barcellona, lieto di agire sempre Sotto la guida dello Spirito santo, secondo la felice formulazione di André Louf.


Molti di noi l'hanno avuto professore di Ascetica e Mistica nella Scuola di Teologia del nostro Seminario. Seguendo le sue lezioni di allora, ci rendevamo conto della ricchezza e della profondità della preparazione specifica che alimentava gli interventi del "Padre spirituale". Il prof. Barcellona, valorizzando il patrimonio classico dei suoi studi alla "Cattolica", dimostrava un'ottima conoscenza, innanzi tutto, dei Padri Cappadoci, dei quali sembrava voler calcare le orme: Basilio con suo fratello Gregorio di Nissa e l'amico del cuore Gregorio di Nazianzo. Tutti grandi autori della classicità, nei quali la vita intellettuale più raffinata si era ben presto posta al servizio della fede, trasformandoli in teologi e maestri di spiritualità. Gli erano molto familiari anche i Padri latini: Sant'Ambrogio, San Girolamo, Sant'Agostino, San Benedetto.

In realtà, la Patristica fu, in "Cattolica", un'affascinate scoperta che toccò in profondità la sua intelligenza e il suo cuore. Tuttavia, la sua attenzione si orientava, in quegli anni, verso i grandi filoni della spiritualità occidentale: benedettina, certosina e carmelitana. La sua biblioteca era ricca, oltre che della Regola di San Benedetto e delle "voci" più autorevoli del suo movimento monastico, come Dom. Columba Marmion, anche delle opere di Giovanni della Croce, Teresa d'Avila, Teresa di Gesù bambino, Elisabetta della Trinità, fino ad Edith Stein. Ma non mancavano S. Bruno di Colonia e, al suo seguito, i grandi della Certosa: F. Pollien, A. Guillerand, L.M. Baudin, I. Le Masson, e i fondatori dell'Ordine della Visitazione: F. di Sales e G.F. di Chantal Alle opere di questi grandi maestri amava accostare le loro agiografie, segno della sua incessante ricerca dell'armonia tra pensiero e vita.



"Epistolario" e "Itinerari": tra S. Basilio e S. Bonaventura


Le lettere che pubblichiamo sono espressione di quella preparazione e di quell'afflato spirituale. Le abbiamo voluto raggruppare in sei blocchi epistolari, corrispondenti al numero dei destinatari. Configurandosi come percorsi spirituali, abbiamo deciso di denominarli "Itinerari", con voluto richiamo della grande opera ascetica di S. Bonaventura, Itinerarium mentis in Deum. Il loro ordine di presentazione è determinato unicamente dai diversi tempi di consultazione dei blocchi che, man mano, ci pervenivano. A lavoro quasi ultimato, ci è giunta, come dono inatteso e solo intimamente sperato, da parte dell'attuale Vescovo di Cefalù S.E.Mons. Francesco Sgalambro, la corrispondenza di padre Barcellona con S.E.Mons. Emiliano Cagnoni. Ne facciamo una presentazione a parte, previa agli "Itinerari", intitolandola: "Il Sacerdote e il suo Pastore".


Abbiamo chiesto a S.E. Mons. Catarinicchia di curare la Prefazione che apre il volume. È il vescovo che meglio lo ha conosciuto e con il quale ha direttamente collaborato negli anni del suo episcopato, quando non era ancora sopraggiunta la terribile malattia che lo ha condotto alla fine dei suoi giorni terreni. Ne citiamo un breve passo: «Il suo composto entusiasmo e la sua semplicità di tratto mi sono stati di conforto nei momenti difficili, che non è raro incontrare dentro la vita quotidiana di una Chiesa locale; come la sua gratuità ed il suo senso di abnegazione mi sono stati di sprone per la mia missione di Vescovo e mi hanno costantemente ricondotto al desiderio di compiere la volontà del Padre. Nei suoi 66 anni di ministero, non ha cercato "né borse", "né bisacce", "né sandali"; ha vissuto in mezzo e a servizio del popolo di Dio con gratuità e libertà, testimoniando la priorità del Regno e del servizio ai fratelli, su tutto, con la stessa naturalezza con cui l'apostolo Paolo, alla vigilia della sua passione, nell'ultimo saluto alla comunità di Efeso, li invitò a far proprie le parole di Cristo: "C'è più gioia nel dare che nel ricevere» (At 20,35)"». Abbiamo parimenti chiesto a Mons. Stefano Quagliana, confratello e amico, collaboratore nella formazione al sacerdozio e al laicato, e alla prof. Maria David, diretta collaboratrice nell'apostolato laicale quale presidente diocesana della gioventù femminile dell'Azione cattolica, di offrirci le loro testimonianze, poste dopo la prefazione.


Avendo letto a suo tempo la sua bella tesi di laurea su Elementi retorici nelle Lettere di San Basilio Magno, presentata alla Cattolica nell'anno accademico 1938-'39, abbiamo pensato di estrapolarne uno stralcio, al quale abbiamo dato un titolo ispirato ad un suo primitivo progetto: La figura di S. Basilio Magno attraverso il suo Epistolario. Tale stralcio evidenzia quello che egli definisce: il "contesto umano" delle varie lettere, cioé la personalità di S. Basilio, emergente nelle varie fasi della sua attività epistolare.

Nel riproporne le grandi linee, tuttora nitide ed attuali, vorremmo raggiungere un duplice scopo: far notare la profonda ammirazione con cui p. Barcellona si è accostato a questa figura, che ha segnato la sua esistenza sacerdotale, e accogliere il suo invito ad imitare l'esempio di questo grande Padre della Chiesa, che ha saputo creare perfetta armonia tra fede e cultura, amore e servizio, evangelizzazione e impegno di promozione umana, ministerialità cultuale-profetica e governo sapienziale del gregge santo del Signore.

Un'esistenza ministeriale, dunque, contrassegnata dalla disponibilità piena allo Spirito e fecondata dall'umiltà, dal silenzio e dalla preghiera. Su detto stralcio della tesi, abbiamo chiesto un parere al collega Prof. Lombi no, attuale docente di Patrologia presso la nostra Facoltà Teologica di Sicilia, che così si è espresso: «Il saggio su La figura di S. Basilio Magno attraverso il suo epistolario si presenta non solo interessante ai fini scientifici del periodo in cui la tesi è stata elaborata, ma anche tuttora attuale per le questioni affrontate - mi pare scritta ai nostri giorni -». Ci siamo, così, convinti ad aggiungere all'epistolario un' Appendice, dove pubblichiamo, oltre al suddetto stralcio della tesi, anche alcuni suoi testi inediti.



Segue quarta parte.



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Nella foto, la cattedrale di Cefalù, di cui fu Parrocco dal 1972 al 1988


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