Padre Damiano - III -

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Radici & Civiltà

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Pubblicato il 26/08/2006
<b>Padre Damiano</b>      - III -
L’eventuale pubblicazione di parziali brani musicali allegati a testi scritti è fatta a titolo di Demo, essendo essa finalizzata a documentare la relativa ricerca della rubrica “Radici & civiltà” non avente scopo di lucro, ma, piuttosto, finalità di libera divulgazione culturale.

Padre Damiano - III -

PADRE DAMIANO BARCELLONA



Recensioni al Suo ”Epistolario” e Meditazioni sulla Sua figura di padre spirituale, nell’incontro con la Comunità aliese, avvenuto il giorno 12 agosto 2006, con il coordinamento e la direzione del prof. Don Paolo IOVINO, curatore dell’Opera.



Introduzione di: SIRAGUSA dott. Vincenzo.

Relazioni di: GUCCIONE prof. Eugenio / DI NATALE dott. Paolo / CHIMENTO prof. Filippo.


Messaggio di: DISPENZA Mr.Vincent



Il seguente testo è del nostro concittadino dott. Paolo DI NATALE.


Al testo stesso è allegato un file audio che permette di ascoltare, dalla viva voce dell’Autore, l’intera relazione o qualche stralcio di essa.


Molti tra coloro che hanno conosciuto padre Damiano sono, forse, portati a credere che la sua formazione, le sue esperienze ed i suoi interessi intellettuali e spirituali fossero limitati all’ambito diocesano.


Una siffatta opinione è quanto mai riduttiva e non rende giustizia al suo notevole profilo culturale ed all’ampiezza delle relazioni che egli – nel tempo – ha intrattenuto con personalità di altissimo livello nazionale sia in campo religioso che laico.


Per darvi di ciò una testimonianza riferirò un episodio strettamente personale collegato al mio rapporto con padre Damiano.


Nel 1956, conseguito il diploma di maturità classica, decisi di iscrivermi alla facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli studi di Bologna.


Ritenni mio dovere informarne padre Damiano e, prima che partissi, mi recai a salutarlo. Egli mi fu prodigo di incoraggiamenti e consigli e volle, anche, che recapitassi due lettere dirette – rispettivamente – a Sua Ecc. Giacomo Lercaro ed al prof. Giuseppe Dossetti.


Non vi nascondo che, dinnanzi a tali nomi, rimasi un po’ perplesso non avendo mai pensato che egli potesse avere dimestichezza con personalità tanto in vista.


Per quei pochi che non lo sapessero o non ricordassero dirò – brevemente – chi furono Giacomo Lercaro e Giuseppe Dossetti.


Il primo, Cardinale ed Arcivescovo, resse con grande prestigio l’Arcidiocesi di Bologna in uno dei momenti più drammatici del secondo dopoguerra. Fu tra i principali animatori del Concilio vaticano secondo. Papa Giovanni XXIII lo chiamò a far parte della Commissione preparatoria, mentre Papa Paolo VI lo volle tra i moderatori del concilio stesso e nel 1964 lo nominò presidente del Consiglio per l’esecuzione della Costituzione liturgica.


Il prof. Giuseppe Dossetti fu deputato alla Costituente repubblicana e fece parte della Commissione dei 75 che provvide alla stesura del testo della nostra Costituzione repubblicana. Scrisse di suo pugno alcune di quelle norme che, recentemente, un improvvido odontotecnico padano. opportunamente collaborato in sede parlamentare, ha tentato di stravolgere.

Eletto deputato nel 1948, si dimise dalla carica nel 1951 quando si accorse che la sua visione etica della politica non trovava riscontro nei comportamenti reali dei suoi attori.

Dimessosi, anche, da professore universitario, nel 1958 abbracciò il sacerdozio e dopo un periodo trascorso in Palestina in una Comunità Ecumenica – composta da cristiani, ebrei e musulmani – fondò a Monteveglio la Comunità religiosa monastica della “Piccola famiglia dell’Annunziata”.

Nei primi anni ’90 tornò a far sentire la propria voce in difesa dei principi della Costituzione vigente contro le minacce di riforma.
Si spense il 15 dicembre 1996.

A Giuseppe Dossetti padre Damiano era legato dalla vecchia amicizia creatasi negli anni in cui egli frequentava l’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove conseguì la laurea in Lettere classiche, sotto la guida di un altro grande luminare del pensiero cattolico italiano: il Prof. Giuseppe Lazzati.

Chiedo scusa per questa breve digressione, ma ho ritenuto di dover dare la misura di queste due personalità con le quali Padre Damiano intratteneva rapporti di dimestichezza tali da coinvolgerli in ordinari problemi esistenziali delle persone a lui vicine.


Padre Damiano non conosceva limiti quando le necessità della vita stimolavano la sua naturale propensione alla umana solidarietà sia materiale che spirituale.

L’epistolario, che Padre Paolo Iovino ha curato con sapienza e pudore filiale, è la testimonianza di questa mia considerazione. Esso rivela la profonda consapevolezza del ministero sacerdotale che egli era stato chiamato a svolgere e che ha assolto nel modo migliore. In esso egli ha profuso tutte le sue energie.

Non si curava di apparire, preferendo la sostanza all’esteriorità anche a costo dei tanti sacrifici che spesso infliggeva alla propria salute.

Per questo tornano a proposito le parole che Paolo di Tarso rivolgeva ai primi cristiani di Corinto: “Non fissiamo lo sguardo su ciò che appare ma su ciò che non appare. Invero, le cose visibili sono caduche, quelle invisibili sono eterne Padre Damiano visse ed operò attuando il precetto dell’Apostolo, lasciandolo a noi come suo personale retaggio.



Nella foto: il dott. Paolo Di Natale, durante la presentazione della sua relazione. Accanto a lui, il prof. don Paolo Iovino.


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